Altea Graziadio in arte Altea, classe 2002: un progetto che nasce dall’esigenza di trasformare la musica della sua vita in musica della vita degli altri.
Cantautrice con impronte indie ed r&b, dal caldo cuore mediterraneo e con una vocalità ricca di armonici naturali, con un leggero soffio che la contraddistingue. Polistrumentista porta con sé sfumature e colori dei diversi strumenti che le appartengono con la presenza inconfondibile della sua tromba. Personalità eclettica e trascinante, le sue performance sono intense e di pregevole impatto emotivo.

Ciao Altea, benvenuta su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.
Ciao amici di rifugio musicale! La prima cosa che posso dirvi è che ho cominciato a
suonare la tromba nella banda del mio paese, quando il cappotto e il vestito erano
di 10 taglie più grandi di me, e da lì non ho mai smesso.
Il tuo progetto musicale nasce dalla volontà di trasformare la tua musica in
qualcosa che possa influenzare la vita degli altri. In che modo cerchi di connetterti con il tuo pubblico attraverso la tua musica?
Penso che il mio linguaggio sia abbastanza semplice e in quanto tale arrivi un po’ a
tutti, mi piace utilizzare sonorità familiari e accoglienti proprio con lo scopo di far
diventare le mie canzoni “comfort zone” per qualcuno.
“Funziona Così” è il tuo nuovo singolo. Puoi raccontarci qualcosa sul processo creativo dietro a questo brano e su come hai voluto combinare freschezza pop e vivacità R&B?
Freschezza e vivacità sono due aggettivi che mi piacciono molto, e in cui cerco sempre di identificarmi. Credo che questo genere sia semplicemente più rappresentativo per me.
La tromba è un elemento distintivo nella tua musica. Come hai integrato questo strumento nel brano e come contribuisce al tuo sound complessivo?
La tromba è la mia firma, con il tempo l’ho plasmata a mia immagine e somiglianza. Le mie frasi sono semplici e musicali, come ho detto nella biografia ufficiale: la semplicità della mia vita si riversa molto in quella che è la mia dimensione musicale.
Hai una vocalità ricca di armonici naturali e una presenza trascinante sul
palco. Come traduci l’intensità emotiva delle tue performance dal vivo nei
tuoi brani registrati?
Solitamente prima di registrare le voci di ogni brano mi prendo qualche minuto per
entrare nella mia dimensione più intima e -la maggior parte delle volte- la prima take è sempre quella buona, proprio perché tutta d’un fiato, senza spezzare mai il clima che si crea all’interno dello studio. Quando suoniamo, invece, ci divertiamo e
sperimentiamo molto, così da riuscire a trovare anche degli elementi nuovi e freschi da proporre poi in band sul palco.
Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Vuoi darci qualche
anticipazione?
Si! Il 29 dicembre uscirà un altro inedito: Parlerò di te, dalle sonorità molto più dolci e morbide, una classica ballad piena di malinconia e arpeggi. Tutta suonata e
registrata con strumenti reali, una sola linea melodica che cresce man mano e uno special molto emozionante. Per il resto, ho intenzione di fermarmi per continuare a scrivere.
Altea, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!
Più che frase preferisco chiudere con l’augurio e l’invito a non arrendersi mai.
Grazie per quest’intervista!!

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