È disponibile su tutte le piattaforme digitali “Rivelinho”, il singolo di Dario Canal, accompagnato dal videoclip ufficiale. Il brano è estratto dall’album uscito il 13 marzo, e ne anticipa i temi centrali: memoria, identità, politica del corpo e responsabilità individuale.
“Rivelinho” prende spunto da una vicenda storica avvenuta durante i Mondiali di calcio del 1974, nella partita Zaire vs Brasile. Poco prima della battuta di un fallo fuori area, un giocatore dello Zaire uscì improvvisamente dalla barriera e calciò via il pallone: un gesto che gli costò un cartellino giallo e l’umiliazione pubblica, passato alla storia come “la punizione al contrario”. Solo molti anni dopo si scoprì che quell’atto apparentemente insensato era in realtà una scelta di sopravvivenza: un modo per proteggere la squadra e le famiglie dei giocatori dalle violente ritorsioni del regime.
In “Rivelinho” c’è una presa di posizione. Quanto pesa oggi esporsi?
A me non pesa espormi, pesa molto di più il fatto che in determinati contesti, ambienti e luoghi, non ci si possa esprimere liberamente. Ho delle canzoni che possono essere divisive e contestabili ma la differenza sostanziale è che io ho trovato il coraggio di farlo. Questo dovrebbe essere un pregio per chi ha qualcosa da dire ma ho come l’impressione che talvolta sia un qualcosa di problematico.
Quanto ti ha influenzato il contesto storico del 1974 nella scrittura?
Venire a scoprire che in quegli anni esistevano, come oggi, persone malvagie e persone che si ribellavano a queste, mi stimola molto nel continuare a scrivere quello che penso.
“Rivelinho” sembra parlare anche di memoria. È una canzone contro l’oblio?
Sicuramente può essere una ‘canzone bussola’ ma semplicemente per il fatto che ci ricorda che lo sport è anche politica. Avere degli esempi a cui ispirarsi può essere utile per chi non sa bene da dove cominciare a lottare.
Se “Rivelinho” fosse un’immagine, quale sarebbe?
Quella che abbiamo scelto come cover del singolo penso sia coerente. C’è questa gamba adulta che mostra a un neonato come si potrebbe calciare un pallone.
Cosa cambia, dentro di te, dopo aver scritto una canzone così?
Ho un pò la sensazione di aver trasportato un’idea della mente in qualcosa di reale. Questo mi rende felice e sicuro.
“Rivelinho” anticipa un album. Possiamo considerarlo una chiave di lettura del disco?
Il mio prossimo album, in uscita il 13 marzo, s’intitola ‘Nudi sotto le bombe’. Il tema generale è il coraggio e la storia che racconto in ‘Rivelinho’ è una di queste.


