I DÈMODÈ CI SVELANO TUTTI I SEGRETI DEL NUOVO BRANO “ORBITA”


È online il video di “ORBITAil nuovo brano dei DÈMODÈ, il duo musicale formato dalla cantautrice e chitarrista JULIE e dal dj, produttore e autore ANTHONY LOUIS.

Il videoclip di “Orbita” accompagna il brano dei Dèmodè con un’estetica sofisticata e cinematografica, costruita su un elegante bianco e nero dal forte richiamo rétro. La storia prende forma in una Torino elegante e sospesa nel tempo, ambientata in una dimensione notturna e le immagini ruotano attorno a una narrazione visiva dove i protagonisti si muovono tra strade silenziose a bordo di un’auto d’epoca, simbolo di un viaggio emotivo fatto di distanze, tensioni e connessioni irrisolte.

Il racconto si sviluppa attraverso uno stile minimale e ricercato, alternando momenti di performance a inquadrature più intime e introspettive. Lo sguardo, i silenzi e la fisicità dei personaggi diventano centrali nel tradurre il tema del brano: la difficoltà di esporsi e lasciarsi andare nelle relazioni contemporanee.


“Orbita” racconta le difficoltà emotive delle relazioni contemporanee: come nasce l’idea di affrontare questo tema attraverso immagini così eleganti e sospese nel tempo?

Quasi tutte le nostre composizioni  nascono da esperienze di vita vissute, la cosa più interessante nella scrittura è sforzarsi di avere diversi punti di vista rispetto alle dinamiche che ci circondano.
L’introspezione deve passare dal confronto e dall’osservazione, quindi, oltre a parlare di noi stessi, cerchiamo di esporre anche circostanze riguardanti persone che ci circondano.
La rappresentazione cinematografica, oltre ad affascinarci, consente di approfondire il tutto attraverso metafore e rappresentazioni che a volte lasciano libera interpretazione, aspetto che amiamo alternare a concetti più vividi e diretti come facciamo anche con i testi dei nostri brani. 

Il videoclip ha un’estetica in bianco e nero molto cinematografica e rétro: quanto il mondo del cinema ha influenzato la vostra identità artistica e visiva?

Moltissimo, ci definiamo due cinefili accaniti.
Julie studia recitazione da circa sette anni e prende parte a diverse produzioni cinematografiche e teatrali; Anthony, invece, possiede un’innata propensione per il doppiaggio. Questi elementi, o caratteristiche, sono stati impiegati sia nella realizzazione dei brani che del videoclip, sperando possano attribuire valore aggiunto al risultato finale.

Dopo quasi 15 anni di amicizia e collaborazioni avete deciso di diventare ufficialmente i Dèmodè: qual è stato il momento in cui avete capito che era arrivato il momento di creare un progetto insieme?

Da diversi anni cercavamo di realizzare un progetto che potesse rappresentarci, non volevamo partorire nulla che non avesse un’identità precisa. Così, nel febbraio del 2025, Anthony mi sottopose un brano pensato su misura per la mia voce dal titolo OMEOTERMIA. 
Registrai un provino, e l’esito ci entusiasmò a tal punto da decidere di intraprendere un percorso vero e proprio rimanendo fedeli ad una stilistica che ci piace definire “ibrida”. 

Nei vostri brani convivono dance, folk, blues, funk e cantautorato: come riuscite a fondere mondi musicali così diversi mantenendo un suono riconoscibile?

Il processo creativo può partire da qualsiasi input(batteria, basso, ecc…).
Una volta individuato il tema, cerchiamo di realizzare dei brani che funzionino anche in forma minimale.
Il vestito che gli diamo rispetta queste caratteristiche, dando una cifra stilistica al progetto che racchiude sonorità folkloristiche ed elettroniche. 

Le vostre performance dal vivo uniscono vinili, strumenti dal vivo e tecnologia moderna: quanto conta per voi l’esperienza live nel raccontare davvero l’anima dei Dèmodè?

Ci piace definire il nostro spettacolo dal vivo completo, dal momento che unisce la tecnologia analogica a quella digitale, e strumenti più classici a quelli di nuova generazione.
Questo connubio, oltre ad essere impattante da un punto di vista visivo e sonoro, rispecchia anche il nostro gusto e il modo di lavorare in studio, unendo tutto ciò che la musica ci ha insegnato a tutto quel che ci insegnerà.


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