Gli ELETTROLÜSC ci svelano il nuovo singolo “Cosmico Lisa” | Intervista


E’ in radio e in digitale “COSMICO LISA”, il nuovo singolo della rock band ELETTROLÜSC. COSMICO LISA” è brano diretto ed energico che, attraverso un sound compatto, racconta un incontro sfuggente con una donna trasformandolo in ispirazione creativa, nel tipico stile ironico e immediato del gruppo.

Nati nell’era pre-social e profondamente legati a Milano, gli Elettrolüsc sono una band dall’identità indipendente e fuori dagli schemi. I loro testi, interamente in italiano, uniscono ironia e osservazione della realtà, mentre la musica attraversa sonorità diverse senza aderire a un genere preciso. La formazione è composta da Lüsc (Luca Arminio) alla voce e ai testi, Pirroz (Piero Di Bello) alle chitarre e Walter Pioltello (Walter Colombo) alla batteria. Negli anni la band ha consolidato una forte dimensione live, costruendo un pubblico affezionato grazie a concerti energici e coinvolgenti.


intervista

  • “Cosmico Lisa” racconta un incontro sfuggente trasformato in ispirazione creativa: c’è un episodio reale o un’immagine precisa che ha acceso la scintilla del brano? 

Una Lisa esiste veramente: è una ragazza che mi piaceva ma che evidentemente non ricambiava. Il suo comportamento ha dato ispirazione alla Lisa del testo: i modi sfuggenti di una ragazza non interessata al sottoscritto sono stati trasposti nei comportamenti di una Lisa perennemente insoddisfatta e condannata a un’eterna insoddisfazione. 

  •  Avete scelto una struttura insolita, con tre strofe senza ritornello: quanto è stato importante rompere uno schema classico per mantenere l’energia del pezzo? 

Abbiamo diverse canzoni senza ritornello: ci capita abbastanza spesso di avere un testo che si snoda dall’inizio alla fine senza mai ripetizioni. In questo caso le 3 strofe sono come 3 cartucce sparate in rapida sequenza: il testo è immediato ed incisivo e si sposa molto bene con un giro di chitarra incalzante e pieno di energia. Questo è un pezzo che si suona “a rotta di collo” e che dal vivo rende moltissimo. 

  • Lüsc parla di un brano che “parte a razzo e non cala mai”: in studio come avete lavorato per mantenere questa intensità dall’inizio alla fine? 

Sembrerà paradossale ma abbiamo registrato Cosmico Lisa senza mai incontrarci. Chitarre, basso e batteria sono stati registrate separatamente in studi diversi o da casa: il tutto è stato montato e mixato a Milano dal nostro ingegnere Gino Grassa. Alla fine, ho registrato la voce ed è stato fatto il mix definitivo. È strano registrare in questo modo un brano che ha una forte vocazione “live” ma siamo molto soddisfatti dell’effetto finale. La dimostrazione che Cosmico Lisa suona come una presa diretta è che sulla base ho registrato la voce tutta d’un fiato, buona la prima dall’inizio alla fine, come se fosse stato un concerto. 

  • Siete nati nell’era pre-social e avete un’identità molto indipendente: come vivete oggi il rapporto con le piattaforme digitali e la promozione della vostra musica? 

Ai tempi del vinile la fruizione della musica aveva i suoi tempi: banalmente un disco doveva essere tolto dalla busta e messo sul piatto per l’ascolto. I nuovi strumenti digitali sono molto interessanti ma allo stesso tempo troppo dispersivi: al giorno d’oggi è improbabile che un brano venga ascoltato per più di 10 secondi. Il risultato è che con le piattaforme sei ovunque ma nessuno ti ascolta veramente e questo non è bello. In questo modo ne risente anche la promozione che dà dei risultati sballati: vai a capire se un brano con migliaia di ascolti (o milioni) è suonato bene o ha delle belle parole. È vero che i brani più cliccati hanno un motivo per esserlo, il successo non arriva per caso, ma non so spiegarmi bene perché la musica in vetta agli ascolti molto spesso mi annoia. 

  • Milano è parte della vostra identità artistica: quanto la città continua a influenzare il vostro modo di scrivere, suonare e raccontare storie? 

Milano è una città incredibile e con un’energia che si manifesta in mille modi diversi. Personalmente è una grande fonte di ispirazione e spesso viene naturale citare la nostra città in una canzone, ci sta sempre bene. Non è automatico capire questa cosa, soprattutto se non sei di Milano, ma i nostri testi non sono ermetici, solo per i milanesi. Al contrario spero che le nostre canzoni facciano intuire la poesia che noi vediamo in questa bellissima città: per noi questo risultato sarebbe il massimo. 


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