“Un progetto che riunisce i mondi di cinque ventenni provenienti da diverse città marchigiane”
Gli Utah sono una giovane band marchigiana. Nati nel 2018 hanno da subito iniziato a lavorare ai propri inediti con il solo scopo di suonarli dal vivo. Nella seconda metà del 2019 lavorano in studio di registrazione per dare vita a “Bohémien” il loro primo EP distribuito da Artist first, pubblicato poi nell’estate dell’anno successivo. Nell’ultimo anno completano la registrazione dell’ultimo progetto musicale che prevede la pubblicazione di 6 brani da pubblicare in tutto il 2021 i quali saranno distribuiti da Universal Music e firmano per la label Troppo Records.

Ciao Utah e benvenuti sulle nostre pagine! Rompiamo subito il ghiaccio con un vostro divertente o meglio imbarazzante aneddoto successo durante uno dei vostri live!
La cosa più imbarazzante (e divertente) successa in un live ci riporta al 19 Novembre, ovvero il nostro primo e improvvisato live acustico in cui il batterista si è trovato a suonare la chitarra e la stessa sorte è toccata al bassista al quale salta una corda mentre stava suonando “Chi sei tu?”, uscita proprio quel giorno. E niente, il resto è storia.
Come nascono le vostre canzoni? C’è un iter che seguite nella stesura di un brano? Ad esempio, arriva prima il testo o la tessitura musicale?
Come per Vasco anche le nostre canzoni nascono da sole e vengono fuori già con le parole, davvero. Capita che a volte Jacopo scriva un pensiero ed alle prove successive diventa in poco tempo una canzone o viceversa, che si porti un riff o altro che in poco tempo diventa una canzone. Il bello della diretta!
Quali sono i tre album che hanno segnato e lasciato un’impronta indelebile nel vostro percorso musicale?
I tre album che più ci hanno influenzato sono “Una somma di piccole cose” di Niccolò Fabi per la parte cantautorale e umana che abbiamo cercato di fare nostra, “X&Y” dei Coldplay per l’uso che fanno di organo, chitarra e piano messe in primo piano che non passano mai di moda ed infine “Fuori dall’hype” dei P.T.N per la sua versatilità, sono riusciti ad unire la solita parte suonata che caratterizza una ballad alla musica elettronica, Bomba.
Parlateci di “Chi sei tu?”, il vostro nuovo singolo. Un brano dalle sonorità esplosive e ritmo incalzante, con un solo di chitarra che entra a gamba tesa nel brano toccando corde malinconico, riflessive, eppure così liberatorie. Cosa significa, per voi, stare soli con sé stessi?
Stare soli con sé stessi paradossalmente significa smarrirsi. Sembra il classico gioco di parole ma quando si è soli in modo forzato ci si perde, si combatte, ci si accetta, anche se accettarsi quando si tira fuori il lato più vero che abbiamo non è mai così scontato.
Cosa fanno gli Utah prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare che siete soliti fare?
Tanta è l’ansia prima si salire su un palco che nemmeno ci guardiamo in faccia. Scherzi a parte, c’è un rito che siamo soliti fare, una birra e si va.
Ora giochiamo: provate ad attribuire un colore alla vostra musica.
Bella domanda, nelle nostre canzoni spesso parliamo del passato, una cosa malinconica no? E se non sbaglio il colore della malinconia è il viola. Però ecco, è una malinconia che ci coccola e che spesso ci fa stare bene. Viva il passato, viva il viola , viva le cose che ci fanno stare bene!
State già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Potete darci qualche anticipazione?
Ebbene sì! Mancano ancora due brani per completare il nuovo progetto ma nel frattempo abbiamo scritto un bel po’ di canzoni, ma non è questa la cosa più interessante, vorreste sapere qual è? Allora continuate a seguirci che ci sono un bel po’ di cose interessanti da raccontarvi.
Utah, la nostra intervista è giunta al termine. Ora il finale spetta a voi, potete aggiungere ciò che preferite: spazio alla fantasia! Ciao e a presto!
Spazio alla fantasia, ok. A breve uscirà una nostra collaborazione con Blanco, Chiello e Francesca Michielin. Tutto falso, forse abbiamo esagerato un po’ ma facciamo così, risponderemo a questa domanda la prossima volta, nel frattempo restiamo con le dita incrociate.
Grazie per la bella chiacchierata ragazzi! A presto.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.