Nell’anno 2016 nasce il progetto HERA, caratterizzato da una decisa comunicazione testuale e visiva. La sua produzione musicale strizza l’occhio a sonorità internazionali, permettendo all’artista di farsi conoscere e apprezzare sia in Italia che all’estero. Tra le valide collaborazioni musicali citiamo diversi nomi noti italiani come Pierpaolo Principato, Emiliano Begni, Donato Cedrone, Jacopo Carlini e altri. L’8 Dicembre 2020 è una data molto importante per il progetto, difatti l’uscita di “Escape Room” simboleggia l’inizio di una nuova autoproduzione firmata Hera Project e composta a quattro mani con lo Staff di Canzoni Inedite, brand dell’etichetta romana Cantieri Sonori.

Hera, benvenuta sulle pagine di Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con un tuo ricordo: racconta ai lettori un episodio imbarazzante accaduto durante la tua carriera artistica!

Iniziamo con qualcosa di divertente! È estate, sono in viaggio per raggiungere il luogo del concerto in cui canterò la sera e durante una sosta in autogrill, perdo il mio cellulare; salgo in auto, riparto, arrivo a destinazione e mi rendo conto di non avere più il telefono. Provo a farlo squillare, finché non mi risponde il tipo del bar dicendomi “Signorina lei è fortunata perché oggi non ho ancora buttato i rifiuti e, menomale, perché è lì che ho sentito squillare il suo telefono!”. Morale della favola? Esistono persone oneste e altre… un po’ sbadate!

C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico? Che tipo di rapporto ha Hera con i social?

Sono molto camaleontica, credo che l’abito non faccia il monaco, ma che ognuno si debba sentire a proprio agio nei panni che indossa. I miei sono diversi, alcune volte introspettivi, dark, scuri e intensi, altri molto colorati; sono sempre io, ma con qualche sfumatura in più.

I social sono stati una salvezza durante la pandemia, hanno accorciato le distanze e ci hanno permesso di restare in contatto con il pubblico; personalmente trovo siano utili, ma non bisogna diventarne schiavi, ci vuole un pò di equilibrio… io amo confrontarmi con i followers, il mio ultimo singolo è stato scritto con la loro complicità!

Parlaci ora del tuo nuovo singolo “Eudemonia”: tutto ciò che c’è da sapere e quello che ancora non è stato detto!

“Eudemonia” è un demone buono, quello della felicità, è un viaggio, un atto di coraggio, la somma di piccoli gesti quotidiani. Durante la scrittura del brano il mio legame con l’acqua è stato una grande fonte di ispirazione, infatti tutta la traccia contiene un suono latente di goccia che cade, proprio a simboleggiare la costanza e perseveranza di questo elemento naturale.

“Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe.” A questo proposito mi vengono in mente le parole di una grande donna!

Ancora oggi il corpo delle donne è ricoperto di pregiudizi, stigmatizzazioni e significati che ostacolano la ricerca della felicità. Da Donna e Artista sensibile, cosa significa per te essere felice?

Tema delicato, al quale sono molto sensibile. Ognuno di noi combatte la sua piccola, grande battaglia quotidiana. Si lotta sempre per ciò in cui si crede ed io credo che la libertà e il rispetto siano due principi fondamentali di vita. Essere felice vuol dire avere la fortuna di vivere nella parte del mondo in cui oggi sono una persona libera di scegliere, scegliere cosa indossare senza rischiare di morire, scegliere chi frequentare senza rischiare di morire, scegliere di credere in un Dio piuttosto che in un altro, scegliere per il mio futuro, la mia vita, ma sempre nel rispetto del mondo che mi circonda.

Facendo riferimento alla tua esperienza: cosa vuol dire essere una cantautrice oggi in Italia e, secondo te, nel mondo musicale quanto spazio viene dato alle donne?

Direi che essere cantautrici oggi è di per sé un progetto di vita ambizioso, sopratutto se parliamo di un autoproduzione come la mia. Come dico in Eudemonia, ci vuole coraggio, la felicità è un atto di coraggio ed io ho scelto di fare questo lavoro perché non ho mai avuto alcun dubbio a riguardo e mi rende felice, nonostante le difficoltà oggettive. Ero poco più di una bambina eppure dentro di me sapevo bene quale sarebbe stato il mio futuro; la musica è una vocazione, non si sceglie, si abbraccia e accoglie questa opzione di vita. Purtroppo, i dati ci dicono che lo spazio dedicato alle donne è inadeguato. Noi ci siamo, esistiamo e vogliamo fare “ascoltare” le nostre voci, sappiamo di poter fare la differenza!

Ora parliamo di tempo. Se fosse possibile e avessi a disposizione una macchina del tempo, torneresti nel passato o precipiteresti nel futuro?

Precipiterei nel futuro, senza ombra di dubbio! Sono una persona molto curiosa e mi piace l’idea di guardare avanti e andare oltre…pensare di scoprire cosa accadrà nel duemila e…trecento!

Hera, ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! A presto!

Grazie infinite a te per questa bellissima intervista! Invito tutti i vostri lettori a sottoscrivere i miei canali social, basta andare sul mio sito www.herasinger.com dove troverete tutte le info! Il vostro sostegno è prezioso, un caro saluto e a presto!