Emanuele Presta è un cantautore salentino, classe ’94. Il suo amore per la scrittura nasce per gioco, dopo aver visto un video di Bob Marley che interpreta “Redemption Song”, decide di comprare una chitarra, il suo desiderio è quello
di riprodurla proprio come faceva lui. Pasolini diceva che se fosse l’ultima persona sulla faccia della terra farebbe comunque film, ecco, per Emanuele è uguale, dice di scrivere canzoni perché sostanzialmente, deve. Shakespeare diceva: quando è pronta la propria anima sono pronte anche le cose, lui infatti aspetta fino a 26 anni per pubblicare il primo vero brano. Con sei brani all’attivo, Emanuele raggiunge quasi 1 milione di ascolti su Spotify e tanti apprezzamenti in giro per l’Italia.

Ciao Emanuele Presta, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa di divertente e stravagante magari accaduto in qualche live!
Mi chiamo Emanuele Presta. Ho il difetto di pensare troppo, quando non penso sto scrivendo una canzone, quando non penso e non scrivo, dormo. Mi piace soffermarmi sui dettagli, cercare sempre il motivo che muove le cose, andare oltre le superfici, vagare nel mio caos e perdermi nelle piccole cose. Mi definisco un cialtrone, che però ha un pregio, quello di saper accompagnare quello che scrive con una chitarra, questo fortunatamente fa di me un cantautore, magari anche bravo. Di cose stravaganti che ho notato nei miei live ce ne sarebbero a bizzeffe. Ancora oggi mi stupiscono alcune persone, che cantano dall’inizio alla fine tutte le mie canzoni. Questa cosa mi meraviglia ancora.
Come prendono forma le tue canzoni? C’è un momento della giornata o un luogo in particolare che prediligi per scrivere?
Le mie canzoni prendono forma dopo un viaggio, dopo aver visto un film, una mostra, o dopo aver vissuto un’esperienza. Capita che mi ritrovo in camera con una penna in mano e la chitarra tra le braccia, nasce tutto in modo molto spontaneo. Di solito scrivo di notte; mi dà quel silenzio di cui necessito per scavarmi dentro e trovare me stesso.
Quanto ha influito il tuo luogo di origine nella tua scrittura e nella tua arte?
Il Salento mi ha dato tanto, soprattutto a livello artistico. Sono scappato a diciott’anni dalla mia terra per inseguire i sogni, ogni volta che ci ritorno però, è un colpo al cuore. Inevitabilmente il mare è la mia più grande fonte di ispirazione, per me è impossibile guardarlo e non essere in qualche modo ispirato.
Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?
Da piccolo non amavo omologarmi o seguire le solite mode. Da grande le cose non sono cambiate; quando scrivo una canzone non mi chiedo se piacerà o meno, per me è importante mettere sulla carta le mie emozioni, a prescindere da tutto. Se potessi scegliere, vivrei per un giorno nella Parigi della belle époque, sarebbe bello capire quanto sono cambiati i nostri usi e costumi. Poi magari tornare a casa e scriverci una canzone.
Parliamo ora del tuo nuovo singolo “Ti Auguro”. Cosa significa, per te, fare i conti con sé stessi? Quanto è importante trovare del tempo per stare da soli?
Come diceva Faber, la solitudine può portare a forme straordinarie di libertà. Credo che non ci siano parole migliori per esprimere questo concetto. Spesso ho l’esigenza fisica di stare da solo, quasi sempre quando ho questa necessità vuol dire che ho qualcosa da dire. Ecco perché la notte mi prendo come un’occasione per stare da solo, scrivere canzoni e pensare.
Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Qualche anticipazione e prossimi live?
Certo! In primavera uscirà il mio primo EP, tutte le canzoni saranno collegate da un filo conduttore che sarà il concetto di libertà. Porterò l’EP in giro per tutta l’Italia, quindi come si dice nel gergo, stay tuned.
Emanuele Presta, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!
Ciao amici di rifugio musicale! Vi saluto con un verso del mio nuovo singolo “ti auguro”:
Ti auguro foto sfocate mentre ridi,
Serate stonate di karaoke in midi,
Ti auguro sogni più grandi di stelle,
Mille viaggi per quest’anima ribelle.

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