Forse Frasca è un ragazzo che, come tanti altri, un giorno ha preso una chitarra in mano e non l’ha più lasciata. Solo che lui non scriveva per gli altri, ma per sé stesso, chiudendo questo talento nell’armadio della sua cameretta a Campobasso; le ragazze si innamoravano di lui solo già solo per i capelli. Arrivato a Roma per motivi di studio, la Capitale ha ingenerato in lui il forte senso di mettersi in gioco, con la conseguenza che tutte le cose che si era tenuto dentro hanno cominciato a bussare, poi a farsi sentire e infine esplodere. Francesco quindi ha scritto “Cuore in Due” (feat. Noire), che ha riscosso consensi positivi da parte del pubblico. Nel 2022 Forse Frasca ha partecipato all’Open Mic contest del festival Spaghettiland in Roma, il 26 giugno a Villa Ada,
ottenendo come premio la produzione del singolo “Felpa Bianca”, disponibile su tutte le piattaforme streaming dal 21
aprile.

Ciao Forse Frasca, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, un aneddoto imbarazzate che non dimenticherai mai!

Ciao! Non è molto semplice raccontare una storia imbarazzante che mi riguardi, perché tendo ad archiviare ogni incidente di percorso in un lato oscuro della mia memoria. Ricordo, però, le cose negative che si sono verificate in contesti positivi. Ad esempio, non potrò mai dimenticare l’imbarazzo e la rabbia che provai quando, chiamato a partecipare al raduno under 16 della nazionale italiana di calcio a 5, gli allenatori mi tennero fuori dal campo del primo allenamento a causa del ritardo di alcuni minuti dovuto alla mia proverbiale resistenza alle sveglie mattutine.

Come prendono forma le tue canzoni? C’è un momento della giornata o un luogo in particolare che prediligi per scrivere?

Non ho uno schema particolare che seguo ogni volta, sicuramente la prima spinta per scrivere una canzone viene dalla volontà di comunicare qualcosa, fosse anche ad una singola persona. Molti brani nascono, invece, da frasi che mi colpiscono particolarmente, da un giro di chitarra che non riesco a togliermi dalla testa o dalla voglia di raccontare una storia. Non c’è un momento preciso della giornata che prediligo per scrivere, ma la mia frequente insonnia mi porta ad avere sempre carta e penna accanto a me nel letto.

Quanto il tuo luogo di origine, pensi abbiamo influenzato la tua musica, i tuoi pensieri e il tuo stile di vita…?

Così come Balto del famoso cartone animato sa di non essere né un cane né un lupo, anche Campobasso (la mia città) sa soltanto quello che non è: non è una metropoli ma neanche un paese, conservando, però, pregi e difetti di entrambe le realtà. Nascere in provincia ha sicuramente formato il mio carattere per la possibilità che offre di stare a contatto con diversi tipi di persone e perché la vita scorre più lentamente (cosa che non mi dispiace).

Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?

Quello attuale è un panorama incredibilmente vasto al punto di poter consentire a tutti di trovare un genere e uno stile da seguire.

Per quanto riguarda il periodo storico non ne sceglierei uno diverso dal presente. Sono convinto che tutti noi abbiamo una sorta di nostalgia verso tempi mai vissuti. Avrei potuto scegliere gli anni 80, ma forse il Frasca degli anni 80 avrebbe preferito vivere vent’anni prima. E poi tornare indietro nel tempo significherebbe privarsi dei passi da gigante che sta facendo la medicina!

Parlaci ora del tuo nuovo singolo “Felpa Bianca” e della collaborazione con Matteo Gabbianelli.

Felpa bianca nasce qualche anno fa e la sua prima versione (totalmente acustica) esprimeva un senso di forte nostalgia ormai rintracciabile quasi solo nel testo.

La nostalgia del perduto amore, con il tempo, si è trasformata in “felice rassegnazione” così poi abbiamo deciso di riportare questo secondo aspetto dell’arrangiamento finale della canzone. Matteo Gabbianelli è un professionista e un grande artista che io (da assiduo fan del Festival) avevo apprezzato già dalla sua apparizione a Sanremo con i “Kutso”.

Matteo, oltre ad essersi occupato della produzione e del master di FELPA BIANCA, le ha donato anche la sua batteria. Trovarmi a lavorare con lui per questa canzone è stata un’esperienza bellissima che sicuramente ha lasciato una traccia importante.

Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Vuoi darci qualche anticipazione?

Non vedo l’ora di potervi far ascoltare altre canzoni, ne ho molte e sto cercando il modo giusto per proporle. L’unica anticipazione che posso dare è che questa estate vorrei pubblicare una canzone “glaciale”.

Forse Frasca, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!

Spero di non deludervi ma non ho una frase particolarmente importante, un mantra che amo ripetere a me stesso. Preferisco, invece, cercare la frase perfetta per ogni situazione e contesto. Ora, per esempio, non posso far altro che salutare i lettori di Rifugio Musicale e ringraziarvi per questa bellissima intervista. A presto!