Francesco Kairòs (all’anagrafe Francesco Sponta) nasce a L’Aquila il 14/07/1993, ma cresce e sviluppa il suo percorso musicale a Roma. Muove i primi passi nella scena come rapper, attività che porterà avanti fino al 2014, per poi dedicarsi semplicemente all’attività autorale, cosa che gli permetterà di collaborare con diversi artisti del panorama musicale italiano. Nel progetto di Francesco Kairòs si fondono il suo background rap, la sua metodica autoriale pop e la sua passione per l’R&B, con testi che raccontano in maniera schietta e diretta la sua sfera emotiva e aneddoti della sua vita.

Francesco Kairòs, benvenuto su Rifugio Musicale! Cominciamo questa intervista con una rivelazione inedita: raccontaci qualcosa di te che non sia già nelle biografie ufficiali!

Ciao ragazzi, è un piacere essere qui! Ho conseguito una laurea Triennale in scienze psicologiche applicate nel 2017, sono un appassionato di sport con la palla, li seguo più o meno tutti quando posso e mi piace giocarci altrettanto, la notte mi addormento con i rumori bianchi, solitamente quello del phon, anche se ogni tanto vario.

Chi non può mai mancare nelle tue playlist musicali?

In questo momento della mia vita sicuramente Tory Lanez, Khelani e Drake. Parlando di genere, sicuramente il rap e l’R&B. Nonostante mi ispiri molto alla musica oltreoceano non deve mancare mai una buona dose di musica italiana, che sia il rap old school che ascolto dal liceo, il vecchio cantautorato o anche semplicemente un po’ di musica leggera. 

Parliamo del tuo nuovo singolo “Niente che non va”. Cosa significa per te la felicità? E quanto spazio dai, invece, al dolore?

La felicità credo sia un modo di pensare, non un traguardo. Anche se devo ammettere che non sempre riesco a vederla in questo modo. In generale credo che sentirsi bene con se stessi, e quindi accettare da dove veniamo e quello che ci ha fatto stare male, sia il primo passo per riuscire a vivere felici. In accordo a tutto questo, dico spesso che la vita è una continua rivalutazione del dolore, quello che in passato è sembrato insostenibile, acquista poi contorni più morbidi quando sperimentiamo una forma di dolore più forte, nuova. Varrebbe sempre la pena viversi la parte “didattica” del dolore e per questo non dovremmo vergognarci di stare male o di dire che non siamo felici, “niente che non va” parla proprio di questo.

Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?

Penso di non essere così distante a livello di sound dalla scena mainstream attuale, mi sento diverso nell’approccio alla scrittura però. Certi chlichè mi hanno un po’ stufato, credo che siano stati sufficientemente esasperati, quindi cerco di portare un approccio genuino nella scrittura, cercando di essere meno costruito possibile.
Mi sarebbe piaciuto avere gli anni che ho adesso nei ’90, per beccarmi l’ultimo filone musicale che è esistito prima dello streaming.

Qual è la più grande paura di Francesco Kairòs?

Regredire. Perdere tutte le consapevolezze che ho acquisito negli ultimi anni. Ritrovarmi un giorno e rendermi conto che tutto il tempo, l’energia e il denaro che ho investito per stare meglio non è servito a niente.

E ora, come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori e quali saranno i programmi per l’estate?

La musica non è ancora finita, ho in ballo un’ultima chicca prima di andare in ferie. Probabilmente ci sarà anche qualche evento live, che confermerò più avanti. Quindi occhio ai miei social!

Francesco Kairòs, la nostra intervista è giunta al termine, ora puoi salutare i lettori come meglio preferisci… grazie per essere stato con noi e a presto!

Grazie a voi per avermi ospitato, saluto i lettori di Rifugio Musicale, e ricordate che se anche non siete felici non avete niente che non va! 🙂