I SIERRA sono un duo musicale italiano formatosi nel 2017 e composto da Medium (pseudonimo di Massimo Gaetano) e Sila Bower (pseudonimo di Giacomo Ciavoni). Attivi dal 2017 nella scena alternative rap capitolina, pubblicano, in maniera indipendente e continuativa, mixtape, canzoni e video creandosi sin da subito un seguito. Nel 2019 sono saliti alla ribalta a livello nazionale quando sono entrati a far parte del cast della tredicesima edizione di X Factor Italia, dove sono arrivati tra i finalisti. Il loro singolo “Enfasi”, prodotto da Big Fish, ha raggiunto l’11ª posizione dei singoli più venduti e ha ottenuto la certificazione di Disco di Platino dalla FIMI con oltre 70.000 copie vendute a livello nazionale.

Sierra benvenuti su Rifugio Musicale! Parlateci di voi: oltre a fare musica, quali sono le altre passioni che vi uniscono e vi tengono “attiva la mente”? 

Ciao Ragazzi! In tutta sincerità vi diciamo che oltre la musica non c’è nulla. Da ormai più di dieci anni a questa parte siamo stati completamente rapiti da questa passione. Entrambi abbiamo iniziato come batteristi e poi con il tempo siamo diventati autori e compositori dei nostri brani. Sicuramente abbiamo anche altre passioni come il calcio e lo sport in generale ma occupano comunque uno spazio marginale nelle nostre vite.

Momento rivelazione: Come avviene il processo creativo di un vostro brano? Chi scrive il testo e chi la musica? Qual è, invece, il luogo più strano dove vi è capitato di scrivere canzoni?

I nostri brani nascono da una scrittura del testo che avviene quasi sempre in studio mentre i produttori compongono la strumentale. Il luogo più strano in cui abbiamo scritto un brano è sicuramente la camera di un hotel in cui alloggiavamo anni fa. Entrambi siamo autori delle nostre rispettive strofe e scegliamo insieme anche le parole dei ritornelli.

Quali sono gli artisti e/o le band che non possono mai mancare nelle vostre playlist musicali? Avete alle spalle background differenti? Quali? 

Sono per noi di grande ispirazioni gruppi come i Lost Frequencies ma anche i Linkin park e altre band Rock. Massimo è stato influenzato fin da bambino dal cantautorato di Dalla,De gregori e Venditti, mentre Giacomo ha un background che arriva dal Rock e dal Metal. Insieme questi due mondi hanno dato vita a quella che oggi è la musica della Sierra

Parlateci del vostro nuovo singolo “Ti volevo dire”: amore e dolore. Quale è la vostra più grande paura e quanto credete che la musica possa salvarvi da un mondo confuso e pressante come quello contemporaneo? 

La nostra più grande paura è quella di non provare più paura per nessuna cosa, l’apatia nei confronti del mondo esterno è pericolosa quando crescendo diventi sempre più indifferente nei confronti delle cose che ti capitano intorno. La musica per fortuna ci porta costantemente a stare in contatto con le nostre emozioni e quindi anche con quelle degli altri. Fare musica è come provare di continuo la sensazione di fare una cosa per la prima volta. ‘’Ti volevo dire’’ parla appunto di questo, ovvero di trarre insegnamento per davvero dagli errori e dalle esperienze passate e soprattutto di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. E’ un augurio che abbiamo fatto innanzitutto verso noi stessi e poi nei confronti degli altri.

Com’è stato partecipare a X Factor Italia? Raccontateci la vostra esperienza! 

Partecipare ad X factor è come aprire una scatola magica nella quale tutto diventa possibile. Esperienze di questo tipo ti segnano profondamente per sempre. D’altra parte però è come bruciare le tappe di una carriera musicale che spesso si consuma in due mesi. Bisogna essere consapevoli che una volta finito il programma si torna alla vita di tutti i giorni dove i sogni lasciano spazio alla realtà. Definirei la partecipazione ad un Talent come un infarto artistico in quanto appunto accellera in maniera eccessiva le naturali tappe di un artista. Noi per fortuna non abbiamo mai chiesto nulla di quello che abbiamo ottenuto e siamo tornati nel nostro guscio a scrivere musica come abbiamo da sempre fatto anche prima di X- Factor.

Cosa fate solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non potete proprio rinunciare?

Sì, prima di salire sul palco recitiamo una nostra preghiera che potete ascoltare su Spotify! Il brano in questione è “Ave Maria” e fa parte del nostro primo Album. Recitare quelle parole ci ha permesso di affrontare palchi giganteschi con la giusta carica e con la giusta consapevolezza.

Prima di salutarci, volete aggiungere qualcosa? Sierra, vi ringrazio per la chiacchierata e e a presto dal vivo con il vostro tour!!!

Grazie a voi ragazzi! Si vorremmo lasciarvi con un pensiero che ci è venuto proprio ieri sera e che tornando a casa ho segnato sulle note del mio telefono.

“Quaggiù siamo esseri deboli, anche chi vuole sembrare più forte sarà comunque sempre vittima della natura e delle sue impenetrabili leggi.Viviamo in funzione degli altri, vogliamo apparire di fronte agli altri come perfetti.Questa é la nuova era dove le leggi e i princìpi di 30 anni fa sono lontani come la luce ad intermittenza di un faro che si allontana sempre di più, lasciando spazio solo al buio della notte, una notte infinita.Quaggiù siamo esseri deboli, Figli del tempo, ma che cos’é il tempo se non un orologio che va avanti all’infinito? Da dove é partito? Qual é stato il primo secondo, il primo minuto?Eppure tutti vanno avanti in sintonia con il cosmo come se non avessero bisogno di spiegazioni, come una pianta che nasce, cresce, da i suoi frutti e poi scompare lasciando spazio a quella dopo.Follia, follia più totale vedere la non follia negli occhi di quelli definiti normali, di chi segue le norme della società, di chi non si chiede mai cosa significhi tutto questo?O forse se lo chiedono tutti ma hanno così tanta paura da seguire il copione che i creatori hanno scelto, almeno é più facile, almeno é più sicuro.Siamo esseri deboli, che se scoprissero veramente cosa c’è dietro diventerebbero dio.. dio.. La gente non crede alle parole del commerciante che vede tutti i giorni, ma crede in dio, anche se non lo ha mai visto.É più facile fidarsi del niente che fidarsi di qualcuno perché almeno il niente non può farti del male”.