Matteo Sica, il cantautore Pop-Poeta, punta dritto al cuore con il brano 400 COLPI. Con questo brano, dedicato al cinema, si chiude la triade di brani dedicati al mondo delle arti, iniziata con Occhi Catarifrangenti ispirato ai fumetti e seguita da Chiaro di Monet ispirata alla pittura. Un modo “artistico”, quello di Matteo Sica, di rappresentare l’amore nelle sue sfumature, mantenendo sempre il suo stile triste o sad, come usano definire la genZ.
Con il consolidato sodalizio artistico con il producer internazionale MiCam e con la produzione dell’etichetta discografica LaLa LABEL, che sta lanciando brani di puro cantautorato, e per questo brano affiancata nella distribuzione dalla Orangle Publishing.

Ciao Matteo Sica, bentornato su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.

Ciao, sono contento di essere di nuovo con voi. Di racconto una curiosità: il mio stile musicale è sad ma nella vita invece mi piace molto stare in compagnia e piace molto stare in compagnia, viaggiare, conoscere altre culture, se potessi viaggerei ogni giorno senza fermarmi mai. Oltre alla cinematografia, per cui sto facendo l’univerisità, amo visitare mostre d’arte e musei, da solo o in compagnia, che a volte si rivelano fonte di ispirazione, come nel caso di Chiaro di Monet. Una volta ero puntuale, ma a forza di aspettare sono diventato ritardatario.

Come prendono forma le tue canzoni? C’è un momento della giornata o un luogo in particolare che prediligi per scrivere?

Quasi sempre scrivo dal nulla, quando casualmente arriva l’ispirazione, non riesco a sedermi davanti ad un foglio e dire a me stesso “adesso scrivi qualcosa”. Il miglior momento è la sera, nella mia cameretta, ma capita a volte di trovarmi per strada e di registrare idee lampo al cellulare, che poi sviluppo in un secondo momento. Ecco prima dicevo che mi piace stare in compagnia ma per me sono momenti di solitudine quelli che poi ti permettono di capire e conoscere meglio sé stessi, e di tirare fuori quello che senti attraverso la scrittura.

Quali sono i tre album che hanno segnato e lasciato un’impronta indelebile nel tuo percorso musicale? E quale quello che ti sarebbe piaciuto scrivere?

Più che album in maniera specifica, a lasciarmi qualcosa sono stati gli stili dei differenti artisti che seguo, come Shawn Mendes, Post Malone e Gazzelle. In particolar modo i primi dischi di Shawn Mendes mi hanno ispirato molto a livello di sound.  Il disco che avrei voluto scrivere è “OK” di Gazzelle.

Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?

Sinceramente faccio un po’ fatica ad inserirmi all’interno di questa nuova generazione musicale, nonostante sia molto vicina alla mia, in quanto è quella successiva. Dover creare contenuti con una certa costanza per i profili social è davvero molto faticoso, ma nonostante ciò alla fine riesco ad adattarmi. Il momento storico in cui vorrei tornare è quello precedente all’era dello streaming, dove non c’era ancora questo tasso di artisti e canzoni nuove così elevato.

Parliamo ora del tuo nuovo singolo “400 colpi”. Come mai questo richiamo al cinema di Truffaut? Cos’è per te la libertà e quando un uomo può sentirsi veramente libero?

Da quando ho scoperto questo capolavoro del cinema d’autore, studiando per un esame all’università, me ne sono subito innamorato. Chiaramente la mia situazione è ben differente da quella del protagonista, ma quello che mi ha attratto profondamente è stata proprio questa ricerca della libertà. Una strada che porta al mare, che metaforicamente può rappresentare qualsiasi cosa, l’infinità delle cose. Quello che ho ripreso è stato proprio questo, il finale, la corsa verso il mare, la ricerca della felicità. In 400 colpi ho capito, che a volte ci si può sentire liberi lasciando andare, staccandosi da situazioni o persone che per causa di forza maggiore non possono più avere un ruolo nella tua vita.

Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Vuoi darci qualche anticipazione?

Stiamo lavorando alla chiusura dell’EP, ma è ancora presto per dare delle anticipazioni, sto ancora capendo che direzione vorrei far prendere alle cose che sono rimaste da fare.

Matteo Sica, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!

So che è una frase sentita e risentita, ma non smettete mai di fare ciò in cui credete, anche se a volte cadete, o trovate davanti a voi un muro altissimo. A presto!