Yna, all’anagrafe Roberta Staffieri, è una musicista e cantautrice originaria di Matera del 1991. Vive a Roma, scrive poesie e canzoni dall’età di 15 anni, mentre disegna e ascolta i Nirvana dal walkman. Gli anni 90 sono la sua infanzia, il suo mondo, ma ama sperimentare con l’elettronica e le metriche rap, hip hop e trap. Ha trovato nell’Urban la libertà di esprimersi e di viaggiare, di plasmare la sua femminilità e creare una realtà fatta di cuori infranti, viaggi ipercosmici, trasgressione e irriverenza. Tutto in una sola parola: rivoluzione.

Yna, benvenuta su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con un tuo ricordo: racconta ai lettori un episodio imbarazzante accaduto durante la tua carriera artistica!
Ce ne sarebbero tanti da raccontare. Quello che ricordo con più imbarazzo è che cantavo a una festa per bambini (adoro i bambini, mi mischio spesso con loro) ma purtroppo avevo alzato un po’ il gomito ecco, per cui a un certo punto ho dato il peggio di me, ma non so come mi adoravano comunque.
C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico?
Un’aliena di un pianeta tutto viola e arancione, mezza anni 90 e mezza orientale che trasmette positività e coraggio a tutti.
Dopo l’uscita di “Ops” esce “Dubai”, l’ultima tua fatica: tutto ciò che c’è da sapere e quello che ancora non è stato detto!
“Dubai” descrive esattamente il mio essere sempre un po’ fuori dal mondo, una cosa che a volte mi penalizza ma il 90% delle volte mi salva. Quando non sto bene da qualche parte, me ne vado subito il più lontano possibile, anche solo metaforicamente; al contrario quando sto bene rimango, sono anche molto presente. Ma devo dire che è successo raramente!
Ancora oggi il corpo delle donne è ricoperto di pregiudizi, stigmatizzazioni e significati che ostacolano la ricerca della felicità. Da Donna e Artista sensibile, cosa significa per te essere felice?
Non credo esista la felicità, è un concetto astratto e idealizzato che tende a far sentire inadeguate le persone che ahimè vivono una realtà spesso difficile e disumana. Esiste lo stare bene e saper affrontare le situazioni rimanendo se stessi, possibilmente sani. Le donne d’altra parte non sono mai state così accettate dalla società, mi chiedo ora come si fa a pretendere che si sentano così naturalmente adeguate e tranquille.
Facendo riferimento alla tua esperienza: cosa vuol dire essere una cantautrice oggi in Italia e, secondo te, nel mondo musicale quanto spazio viene dato alle donne?
Quello che vuol dire da sempre: lottare. Quello che è lo spazio da sempre: troppo poco
Parliamo di futuro, come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori? Quali saranno i tuoi prossimi passi?
Il 21 luglio salirà sul palco dell’Eur Social Park per il famigerato Indie Power con Banana Dj di Coez e sono veramente felice che mi è stato dato questo spazio. Sono oltremodo contenta di avere al mio fianco persone che credono in me e mi supportano. Da settembre si esce con i nuovi pezzi che vi stupiranno ancora.
Yna, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te: aggiungi ciò che vuoi! Grazie e a presto!
Grazie a rifugio musicale perchè sì, per me la musica è da sempre il mio rifugio preferito. A presto!

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