Davide Cavalera alias Cavalera è un cantautore livornese classe ’96.
Grazie al supporto dell’etichetta indipendente romana “Bassa Fedeltà” il progetto prende vita formalmente nel 2020 con l’uscita del suo primo singolo “Amarena” a cui seguono altri due singoli “Come Un’Opera D’Arte” (2020) e “Litoranea” (2021).
Con Amarena arriva in finale al concorso 1MaggioNext nel 2020 e nel 2022 il brano compare anche nella serie Raiplay “5 Minuti Prima”. Nel 2023 esce il suo primo EP dal titolo “Tra Le Onde”.

Ciao, Cavalera, è un vero piacere darti il benvenuto su Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con una rivelazione inedita: raccontaci qualcosa di te che non sia già nelle biografie ufficiali!

Ciao Rifugio Musicale e grazie per questa intervista. Un mio piccolo segreto è che nella vita sono un “secchione”. Mi è sempre piaciuto studiare e tutt’ora passo ore a informarmi su cose strane e un po’ inusuali. Insomma, ho una curiosità insaziabile per tutte le cose in generale.

Quale credi che sia il ruolo del cantautore nella nostra società e cosa lo rende tale, degno di questo nome? 

Non penso che il ruolo del cantautore sia cambiato rispetto alla società di “ieri”, i cambiamenti ci sono stati senz’altro ma, più che nel ruolo, nei modi. Il ruolo del cantautore per me è quello di condividere un’idea (intesa in senso lato) e, quelli più bravi, sono in grado di far sentire gli altri (gli ascoltatori) parte stessa di quell’idea.

Cosa rappresenta per te Livorno e quanto ha influito nella tua arte e nel tuo percorso artistico?

Penso che ogni contesto in cui viviamo, a modo suo, sia indissolubile rispetto a quello che siamo. Livorno è una città veramente particolare, per certi versi la definirei “artistica” e, senza dubbio, ha avuto su di me un influenza positiva in questo senso. È stata per me continua fonte di ispirazione e cambiamento, anche se adesso, per motivi di lavoro, non vivo più a Livorno. Per me Livorno è sinonimo di appartenenza, autenticità, di casa.

Parlaci ora di “Tra le onde”, il tuo EP d’esordio. Qual è la traccia che più ti rappresenta? Perché?

Penso che la traccia che più mi rappresenta sia quella che poi dà titolo all’album, “Tra Le Onde”. Si tratta di un pezzo molto intimo con sonorità anni ’90. “Tra Le Onde” è una foto di un momento, di una parte di me, per questo motivo penso che sia la migliore traccia da ascoltare per capire chi ero e quello che un domani sarò.

Cosa manca, dal tuo punto di vista, nell’attuale panorama musicale italiano? Cosa non tornerà più?

Non mi amo essere nostalgico, infondo penso che la migliore generazione sia quella che deve ancora venire. Ho molta fiducia nel futuro sebbene, oggi più che mai, sembra che tutto stia per crollare da un momento all’altro. Penso che quello che siamo ora sia frutto di ciò che è stato e vivo la musica e in particolare il cantautorato come un continuum. Ciò che sicuramente è cambiato è il mercato musicale, ma questo è un altro discorso.

Quand’è stata l’ultima volta che la vita ha sorpreso Cavalera?

La vita ti sorprende sempre. È il bello di essere vivi: cambiare, contraddirsi, poi cambiare di nuovo. Non so cosa mi riserva il futuro, ma una costante sarà sempre la musica.

Cavalera, io ti ringrazio per essere stato con noi. La nostra intervista è giunta al termine, vuoi aggiungere qualcosa? Grazie e a presto!!!

Riprendendo la domanda precedente questa intervista è stata una vera sorpresa e mi sono divertito molto a rispondere alle vostre domande, vi ringrazio.

Per concludere ci tengo a ringraziare chi mi segue in questo percorso, chi mi sta vicino da sempre. Spero che “Tra Le Onde” vi piaccia e ci sentiamo presto con tanta musica. Grazie ancora.