Michele Cortese, in arte “Cortese”, cantautore salentino classe 1985. Vincitore nel 2008 della prima edizione italiana di X-Factor con la vocal band Aram Quartet. Nel 2015 ha vinto il “Festival internazionale della canzone di Viña del Mar” in Cile, è stato co-coach della prima edizione cilena del talent-show televisivo The Voice, ha all’attivo significative esperienze artistiche all’estero in giro per i più importanti palcoscenici d’America Latina. Dal 2008 ad oggi ha pubblicato otto lavori discografici. È voce protagonista di “Mogol racconta Mogol”, uno storytelling in cui Mogol racconta i proprio successi. L’8 aprile 2022 per l’etichetta Visory Indie pubblica il singolo Blues Bar, primo tassello di un nuovo percorso discografico che porta alla pubblicazione dell’ep “Cuorialcolici” a Dicembre 2022 e al “Curialcolici Tour”. La sua musica è una caccia al tesoro alla ricerca di bellezza, poesia e leggerezza.

Ciao Cortese, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.
Ciao! Da bambino aspettavo delle splendide seconde serate su Raidue per vedere atti unici di Eduardo De Filippo o commedie musicali di Garinei e Giovannini e sognavo tanto con quella commistione così perfetta di arti, canzoni bellissime, teatro, danza, storie pazzesche. Poco dopo ascoltavo Lucio Battisti su una musicassetta in macchina di mia zia senza sapere chi fosse e mi innamoravo della sua musica. Poco dopo iniziavo a scrivere le mie canzoni, dapprima delle cose lunghissime perché ero fan del prog e dei concept album degli anni ’70, e poi delle cose semplici perché ho imparato presto che la prima vera cosa da assecondare per essere un buon creativo era l’urgenza emotiva.
Come prendono forma le tue canzoni? C’è un momento della giornata o un luogo in particolare che prediligi per scrivere?
Può accadere in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Ho testi annotati sulle note del mio iPhone, cose scritte su fogli volanti, diari, melodie canticchiate nelle note vocali del cellulare. Poi metto ordine davanti al Mac e ad un programma di registrazione nel mio home studio e da lì la magia si fa sempre più seria fino a diventare definitivamente una canzone finita.
Con la band Aram Quartet siete stati vincitori del Premio X Factor Italia. Cosa è rimasto, oggi, di quell’esperienza? La rifaresti?
Sono rimasti ricordi bellissimi di gioventù, spensieratezza e incoscienza, ancora oggi strascichi di notorietà televisiva nonostante mediaticamente parlando quell’esperienza si sia conclusa nel giro di soli tre anni. Sì, la rifarei ma con molta più consapevolezza e attenzione a tanti aspetti di questo mestiere.
Quanto il tuo luogo di origine, l’amata Puglia, pensi abbiamo influenzato la tua musica, i tuoi pensieri e il tuo stile di vita…?
Tantissimo. Sono cresciuto in un posto bellissimo che mi ha abituato alla bellezza. Ho sempre vissuto col sole negli occhi e tanta poesia nelle mie giornate anche quando sono stato lontano dodicimila chilometri da casa.
Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?
Del panorama musicale italiano attuale mi sento particolarmente affine solo a certe cose proposte generalmente da artisti di tendenza over 30. Io come molti avrei voluto vivere negli anni ’60 perché è stato un periodo storico di grande riscatto sociale e culturale, di grande creatività e di-somologazione.
Parliamo del tuo nuovo singolo “Ipermetropia”. Volete e dovere, due pilastri su cui barcamenarsi costantemente. Cos’è per te la libertà e quando un uomo può sentirsi veramente libero?
La libertà e l’amore per me sono i due pilastri di una bella esistenza. Un uomo può sentirsi veramente libero quando può concedersi la libertà di una scelta senza dover essere necessariamente da solo a scegliere, quando pur condividendo una storia e un amore importante può scegliere ciò che più lo fa stare bene e quella scelta coincide perfettamente con l’idea di felicità che ha l’altro. Difficilissimo.
Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Vuoi darci qualche anticipazione?
Ho già nel cassetto varie nuove canzoni, prodotte con Molla, che parlano di amori, illusioni, disillusioni, dell’evoluzione di certi sogni nel tempo che passa. Nei prossimi mesi ho intenzione di pubblicarle una per volta.
Cortese, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!
Spero che i lettori abbiano avuto piacere e curiosità sufficienti per leggere queste parole, questi pensieri, per entrare in un microcosmo che parte dalle canzoni e racconta un mondo di cose. Spero che, come me, le persone che ci hanno letto conservino il piacere della lentezza di una lettura, dell’anti-zapping, del non switchare su pagine, argomenti, vite intere come facciamo coi video di TikTok prima di andare a dormire.

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