Valentina Lupi, cantautrice e musicista il cui cuore si divide tra la cittadina di Velletri e la Capitale, inizia il suo percorso artistico nel 2000, potenziando la sua vena pop rock con la musica suonata dal vivo. Dopo i club, arrivano i Festival, infatti nel 2002 suona al Roma Live Festival e all’ Heineken Jammin Festival, nello spazio “Giovani emergenti”. Con il suo primo lavoro discografico, la cantautrice capitolina, rientra nella rosa dei finalisti del Premio Tenco come “Miglior album d’esordio” e in nomination per il premio Fuori dal Mucchio. Nell’estate del 2015 pubblica per Goodfellas l’EP “Partenze intelligenti”, scritto e prodotto insieme a Matteo Scannicchio e Maurizio Mariani. Il sound di questo disco è protagonista di un cambiamento considerevole rispetto alle sonorità dei precedenti
lavori, accogliendo sia quei suoni vintage di rhodes, minimoog e vecchi pianoforti, che le vibrazioni di bassi, synth e chitarre più vicini all’elettronica.

Valentina Lupi, benvenuta sulle nostre pagine! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.

Sono molto curiosa, degli artisti che amo mi piace conoscere soprattutto le vite, leggo spesso le loro biografie, la prima che lessi fu quella di Janis Joplin e poi quella di Billie Holiday. Quando ero più piccola volevo capire quale fosse il nesso tra la vita privata e le opere. E poi ancora, sono una mamma casinara e questo sicuramente non c’è scritto nelle biografia ufficiale, sono più bimba del mio piccoletto di 5 anni e preparo sempre lo stesso ciambellone da diversi anni, è una ricetta speciale, riscuote molto successo.

Secondo la tua esperienza, quanto spazio viene dato alle donne nel panorama musicale italiano?

Penso che se hai un progetto interessante e valido, che tu sia donna o uomo, la luce si poserà comunque su di te. Le donne in Italia sono molto forti, sanno coalizzarsi e creare eventi importanti, fermo restando che in tante circostanze bisogna essere molto determinate.

Parlaci del tuo nuovo singolo “Ho visto Gesù”. Quando hai sentito l’esigenza di scrivere questo brano?

“Ho visto Gesù” è nato due anni fa durante il lockdown.

L’ho scritto al piano di getto, il testo era un po’ diverso, piú forte, piú arzigogolato. Grazie ad Adriano Viterbini che ha curato la produzione artistica e che mi ha spinto a cercare un altro linguaggio nel testo, ha assunto un tono piú universale. 

Racconta di un’esperienza personale molto forte, ovviamente la visione di Gesù è metaforica, la visione è il punto di arrivo, è l’emancipazione dal giudizio altrui, la liberazione anche dello stereotipo della donna, la fine di questa schiavitú mentale.

Cosa fai solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non puoi proprio rinunciare?

Abbraccio la mia band in cerchio e diciamo parole improponibili.

Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica.

Forse il blu che è il colore del mare. Il mare è simbolicamente la madre, mi dà un senso di accoglienza, di protezione.

Progetti per il futuro? Come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori?

Mi piacerebbe fondare un’etichetta. Mi capita di conoscere giovani artisti talentuosi e di avere il desiderio di produrli. 

Valentina Lupi, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi. Ciao e a presto!

Mi auguro di non perdere mai la curiosità. La curiosità porta conoscenza e sicuramente c’è tanta musica a cui devo ancora arrivare.