Marracash aveva garantito uno show mai visto prima in Italia, la promessa è stata più che mantenuta. Mentre il palco mastodontico che abbiamo visto nelle due città di Milano e Napoli è stato sgomberato, le luci sul MARRAGEDDON non si spegneranno ancora per molto tempo. Un evento epocale, quello che si è tenuto il 23 e il 30 settembre a Milano e Napoli, che verrà ricordato per sempre da chi ha avuto la fortuna di esserci e che, oggi con fermezza, può affermare di aver preso parte ad un Festival che ha fatto un pezzo di storia.

140.000 presenze, due dj set, tantissimi artisti coinvolti, dai grandi nomi nell’Olimpo del rap italiano a emergenti tra i più talentuosi della scena, il tutto in due città capitali dell’hip hop italiano: una festa che ha reso onore al percorso che il genere ha fatto fino a oggi, accendendo i riflettori sull’importanza che ha avuto in questi 50 anni e al trionfale futuro che ha davanti.

Tantissimi i nomi degli artisti che si sono alternati sui palchi dell’Ippodromo SNAI La Maura di Milano e l’Ippodromo di Agnano di Napoli, proponendo ognuno un set e una performance studiati ad hoc per l’occasione: primo fra tutti Gué, che ha affiancato Marracash nel suo show, regalando ai fan un’esibizione unica e un salto indietro nel tempo, omaggiando il joint album ormai culto “Santeria”; poi ancora Fabri Fibra, Salmo, Geolier, Lazza, Ernia, Madame, Shiva, Paky, Nayt, Anna, MILES e Kid Yugi.

Ma MARRAGEDDON – prodotto e organizzato da Friends & Partners e Big Picture Management, grazie al grande lavoro del suo direttore artistico Marracash – è stato sinonimo anche di sorprese inattese. Non annunciati, si sono aggiunti nelle due line-up di Milano e Napoli molti altri ospiti: primi fra tutti Tedua, Ensi & Nerone e Tony Boy, con proprie performance ad hoc nelle due date, e, al fianco dei protagonisti dei diversi set, anche Nerissima Serpe e Artie 5ive. Durante i live di Marracash, inoltre, sono saliti sul palco Mahmood (che ha cantato anche una sua versione del brano “Io” a Milano), Blanco, Madame, Lazza e Paky, Tananai (in una sua versione del brano “Laurea ad honorem” a Napoli), il tenore Cristobal Campos e il pianista Claudio Guarcello.

La produzione – con 200 lavoratori on site – ha espresso il proprio concetto di Festival anche attraverso la struttura del palco: non palchi distribuiti in aree diverse come ci si aspetterebbe normalmente, ma un unico enorme stage – nato dall’unione di 4 palcoscenici collegati tra di loro – largo quasi 100 metri e percorribile in toto creando un’interazione molto dinamica. Un parco luci, ledwall e un impianto audio pazzeschi, a cui si sono aggiunti effetti speciali, fuochi d’artificio, lanciafiamme e un volo che ha portato Marracash a oltre 10 metri d’altezza, per uno show design – curato da Ombra Design Ltd – che ha lasciato pubblico e critica a bocca aperta. Il livestream di entrambe le tappe del MARRAGEDDON, trasmesso live per oltre 15 ore sul canale Twitch di Amazon Music Italia, è stato lo show musicale più visto in Europa nel 2023.