Strade è un progetto solista pop nato nel settembre del 2018 da Simone Ranalli, cantautore romano della scena underground indipendente. Classe ‘89, spirito brit pop e voce graffiata, dopo aver suonato in diverse formazioni, in Italia e fuori, inizia il suo progetto Strade. Sonorità pop italiane e inglesi si fondono con i synth e qualche elemento di elettronica, per accompagnare canzoni scritte con la penna tra i denti.

Come nasce il brano “Neon”?
È la storia di chi ama qualcuno, non importa se sia il tuo partner o il tuo migliore amico. È la storia dei lacci al cuore che si creano solo con alcune persone che non se ne andranno mai davvero. “Neon” è nata qualche anno fa e mi affascinava l’accostamento tra queste storie che non finiscono mai nonostante gli incidenti e le catastrofi di percorso, e la luce al neon, che trema e sembra sul punto di spegnersi, ma non si spegne mai.
Vuoi parlarci della collaborazione con Francesco Megha?
Ci siamo conosciuti qualche anno fa ed è stato amore a prima vista. Siamo perfettamente in sintonia. Lui sa cosa fare per ottenere quello che io cerco; è come se mi leggesse la mente. Ci somigliamo anche!
Da Simone Ranalli a Strade: come ti sei avvicinato al mondo della musica?
È un affare di famiglia. Mio padre mi ha contaminato la crescita sin da piccolissimo con rock classico e psichedelica, mio nonno materno cantava di continuo e suonava il mandolino. Io la musica ce l’avevo addosso dai primi passi. Poi un giorno, in secondo liceo, un ragazzo nuovo entra nella mia classe, diventa il mio compagno di banco e iniziamo a studiare insieme. Solo che di studiare non se ne parlava, perché aveva una vecchia chitarra a casa. Ed eccoci qui 20 anni dopo. Dopo varie formazioni andate male non ne potevo più di condividere la mia musica con altri. Mi metto a studiare canto, continuo a scrivere una vagonata di canzoni ed ecco Strade.
In un momento storico in cui piattaforme come Instagram e TikTok sembrano fondamentali per diventare virali anche con i brani, qual è il tuo rapporto con i social?
Odio e amore. Mi piace l’idea di potermi esprimere in vari modi e in varie piattaforme, ma non mi piace l’idea di essere costretto a farlo per fare pubbliche relazioni.
Stai lavorando ad un EP oppure un album?
Ad un album.
Prossimi concerti in programma?
Il prima possibile. Non so vivere senza.

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