Marta Fabrizi, classe 1992, inizia ad avvicinarsi allo studio della musica all’età di 7 anni con il pianoforte, a 14 anni con la chitarra ed il canto. Terminati gli studi superiori nel 2011 è ammessa al Saint Louis College of Music di Roma, dove studia canto jazz con Pierluca Buonfrate. Nel 2015 è ammessa a frequentare i corsi AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale) di Jazz/Pop. Docente di canto presso alcune associazioni musicali della provincia di Terni dal 2013, collabora con l’associazione culturale Sintonie dal 2016 ad oggi. Sono previste nel corso del 2023 le uscite discografiche di due nuovi progetti in Italia e all’estero: il primo singolo con il nome d’arte Jenime e il vinile in collaborazione con il dj e produttore F.T.G.

Jenime, benvenuta sulle nostre pagine! Racconta ai lettori di Rifugio Musicale un momento rilevante ed emozionante della tua carriera artistica.
Grazie a voi per avermi voluta qui!
Difficile sceglierne uno su tutti… Direi la prima volta che ho cantato i miei brani inediti in pubblico è un momento che conservo con particolare affetto. L’esibizione allo sziget nel 2014 è stata anche quella un’esperienza pazzesca. E poi ogni volta che nasce una canzone vera ed ispirata, come è stato con “Waves”, è un momento magico.
Musica e social. Al giorno d’oggi la comunicazione sui social è fondamentale per farsi conoscere, ma troppo spesso si dà più importanza all’immagine esteriore e non a ciò che si vuole comunicare e condividere. Tu come vivi il tuo rapporto con i social e/o con i tuoi follower?
Il rapporto tra me e i social è di amore e odio: mi sento un po’ imbranata a dire la verità. Dall’ altra parte mi sta piacendo molto il fatto che grazie alle piattaforme si possa raggiungere pubblico ovunque e la comunicazione è diretta, senza filtri: ad esempio, i feedback ricevuti in questi primi giorni dall’uscita del singolo mi sono arrivati da tutto il mondo ed è una sensazione incredibile.
“Waves” è il titolo del tuo nuovo singolo. Cosa rappresenta per te questo brano e come mai il passaggio da Marta Fabrizi a Jenime?
“Waves” nasce in un periodo difficile, nel bel mezzo del lockdown: ero chiusa in casa da sola, il mio primo progetto inedito (l’ Ep Numero Uno come Marta Fabrizi ) aveva subito un brusco stop a causa dell’inizio della pandemia. Inutile dire che non la presi benissimo, ho iniziato a farmi una serie di domande e a mettere in discussione tutto ciò che era stato. Da questo momento è nata Waves: parla di lasciare andare, dolore, riscoperta di sé stessi e del fluire con un disegno più grande di noi. È un nuovo punto zero che ha portato con sé la volontà di voltare pagina, cosa che coincide con la scelta di uscire con il nome d’arte Jenime: una tela bianca nella quale si esprimerà la nuova me, quella nata e maturata nel corso di questi anni di ricerca di me. Ed è solo l’inizio!
Quanto il luogo di origine ha influenzato la tua musica? Ti senti particolarmente legata alle tue origini?
In questo momento non mi sento particolarmente legata al territorio nel quale sono nata e cresciuta, anzi. Sia da un punto di vista musicale che culturale e sociale la mia città è molto poco stimolante. Anche la scelta di slegarmi dall’italiano e seguire la mia naturale vena di scrittura in inglese mi fa guardare più all’estero che all’Italia.
Quando potremmo venire a sentirti live? Concerti imminenti?
Ancora niente di certo, spero che l’onda di “Waves” porti situazioni interessanti anche da questo punto di vista, francamente non vedo l’ora!
Jenime, ti ringrazio per questa chiacchierata. Le ultime righe sono per te per aggiungere ciò che vuoi! A presto!
Mi piacerebbe spendere qualche parola a proposito del video di WAVES che è un piccolo gioiello molto importante per me! Il soggetto del videoclip nasce da un sogno: una bambina che mi prendeva per mano e mi guidava attraverso dei corridoi. Racconta il processo dal quale è nata la canzone: spogliarsi del superfluo per andare incontro alla propria luce. Non avevo mai lavorato con il regista del video Riccardo Tappo, nonostante l’amicizia che dura da anni, e sono felice di essermi affidata a lui. Ci siamo subito trovati in sintonia: gli ho spiegato di cosa parla Waves, come è nata, il sogno e che desideravo l’elemento dell’acqua all’interno del videoclip. Riccardo è riuscito a tradurre questa idea all’interno della sua visione, abbiamo scelto la splendida location di Villalago e abbiamo girato il tutto nel mese di luglio. Sono molto felice di ciò che abbiamo ottenuto e vi invito ad andare a vederlo sul mio canale YouTube.
Detto ciò, vi ringrazio di cuore per essere arrivati/e fin qui nella lettura, vi abbraccio e alla prossima.

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