Laureata in canto lirico, presso l’Istituto Superiore Statale di Studi musicali e coreutici Gaetano Braga di Teramo, Calliope rivela la parte più vera della sua scrittura musicale. Il progetto della giovane è un cammino di riscoperta di sonorità aggressive e testi ermetici, sulla base di uno stile punk /alternative. Fondamentale è l’utilizzo della parola nella sua completezza su tonalità che danno spazio ad una voce grave e corposa da mezzosoprano. Ogni canzone non guarda a tematiche specifiche, punta all’espressione di una qualche verità, il tutto condito con una buona dose di disincanto e disillusione. Lo stesso vale per la musica che non trascende mai dalla parola e ne diventa serva.

Calliope, benvenuta sulle nostre pagine! Raccontaci un po’ di te, qualcosa che non sia già scritto nelle biografie ufficiali.
Vediamo qualcosa di me…credo negli Alieni!
A parte gli scherzi ( che poi agli Alieni ci credo veramente), amo Fernando Pessoa, ho pubblicato 3 romanzi e una raccolta di poesie, vivo con 12 gatti, il mio sogno numero 10 è cantare l’intero ciclo liederistico Winterreise di Schubert, organizzo un festival musicale per band emergenti ogni anno nel mio paese ( stiamo crescendo piano piano), credo in Patti Smith, Kate Bush e i Morphine ( se parliamo di religione 😊) e mi piacerebbe suonare con la mia band su una navicella spaziale ( scherzo, ovviamente! Oppure no…)
Secondo la tua esperienza, quanto spazio viene dato alle donne nel panorama musicale italiano? E nel mondo del rock in generale?
Sai che è una domanda che mi sono posta qualche giorno fa? E sinceramente non so darti una risposta definita. Nel mainstream sicuramente la figura femminile è presente, ma l’interrogativo dovrebbe porsi sul “come” è presente. Nel mondo del rock poi…Non credo esista più un mondo del genere. Bisognerebbe porre questa domanda a un artista navigato, che fa questo lavoro da almeno trent’anni. Saprebbe sicuramente definire la situazione nel giusto modo, avendo uno sguardo complessivo sul passato, il presente e una visione sul presunto futuro.
Parlaci del tuo nuovo singolo “Gioia Bionda”. Quando hai sentito l’esigenza di scrivere questo brano? Sei energia e grinta, cosa vuoi comunicare con la tua musica?
Questo brano l’ho scritto una mattina di qualche tempo fa, ero in preda ad un impeto di rabbia e delusione. La canzone parla di una “Gioia Bionda” ed è dedicata ad un’amicizia marcia. Più che altro è la fotografia di ciò che sono riuscita a vedere negli anni e che mi ha portata inevitabilmennte ad una verità. Per quanto riguarda la mia musica, voglio comunicare ciò che sento, a modo mio, senza se e senza ma.
Cosa fai solitamente prima di salire sul palco? C’è un rito in particolare a cui non puoi proprio rinunciare?
Niente di particolare, faccio riscaldamento vocale 😂
Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica.
Nero, con qualche sfumatura a tratti sul violetto.
Progetti per il futuro? Come continuerai a stupire i tuoi ascoltatori?
Loro potrebbero stupire me venendo a sentirmi dal vivo! 😂
Stupire credo sia un verbo che non mi appartiene e che dovrebbe appartenere solo a certi generi musicali. Sicuramente vorrei provassero qualsiasi tipo di emozione. Sarebbe qualcosa di bello e… Vero.
Calliope, ti ringrazio per questa chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi. Ciao e a presto!
Grazie a voi per questa bellissima intervista! Potete seguirmi su tutti i canali social da Instagram @tamara_calliope a CalliopeArtista su Facebook e naturalmente ascoltare la mia musica ovunque! Grazie!

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