MUSIC SUITE è un format ideato da Edoardo Bettoja, di cui ne è direttore artistico, e Beatrice Gentili, giornalista di tv e spettacolo. La rassegna nasce per valorizzare i luoghi degli hotel e gli artisti che nel corso degli ultimi anni si sono contraddistinti per le loro capacità di scrittura e per la loro riconoscibilità artistica.

Edoardo Bettoja, benvenuto su Rifugio Musicale. Diamo inizio a questa intervista con un aneddoto. Raccontaci qualcosa di te che ancora nessuno conosce!

Innanzitutto vi ringrazio per questa intervista, anche perché ho iniziato a farle da pochi mesi e ho scoperto che mi diverto un sacco, e questa è già una cosa che nessuno sa. Altre cose segrete su di me è che di notte vado alla ricerca di Pokémon, che sono un malato di mitologia greca e che per me la settimana di Sanremo è più importante del Natale… ma non lo dite a nessuno!

Com’è nata l’idea di creare Music Suite e qual è l’obiettivo principale di questo format?

Nel 2020 mi venne in mente di voler unire il settore alberghiero a quella della musica dal vivo, ma mai tempismo fu più sbagliato! Chi poteva immaginare che proprio quell’anno gli alberghi sarebbero stati chiusi per mesi e i concerti annullati? I due settori più colpiti dalla pandemia furono proprio quelli che volevo unire, quindi fui costretto ad accontentare il progetto. Poi l’anno scorso ho ripreso in mano l’idea, e insieme alla giornalista Beatrice Gentili, abbiamo delineato le caratteristiche del format.

Come selezionate gli artisti che partecipano e qual è il vostro criterio di scelta?

 Gli artisti vengono selezionati in base all’autenticità e originalità della scrittura dei loro brani. Mi piacerebbe invitare diverse cantautrici perché purtroppo ai vari eventi e festival musicali noto che sono sempre una minoranza, perché si tende a invitarne solo una, in rappresentanza del genere, come se fossero tutte uguali, ma logicamente non è così, e ognuna ha la sua cifra stilistica molto personale. Per esempio abbiamo avuto Mille, Erica Mou e Giorgieness che sono tre artiste molto distanti tra loro. Per il futuro non escludiamo di avere interpreti o nomi legati alla scena rap, ma sarebbero delle eccezioni, poiché il format nasce per valorizzare il cantautorato contemporaneo. 

Quali sono i prossimi passi o le ambizioni future?

Mi piacerebbe portare Music Suite negli hotel di altre città, ci stiamo lavorando, ma siamo anche nati da poco, quindi un passo per volta. Sicuramente la prima città sarebbe Milano, perché è una città molto importante per la discografia. Poi ultimamente sto ascoltando molto rap e mi piacerebbe portare qualche nome della scena emergente, vedremo.

Come vedi l’evoluzione di Music Suite nel panorama culturale e musicale a lungo termine? 

Penso che Music Suite sia già diventato nel panorama musicale un evento per mettere in risalto i talenti degli artisti, le richieste che ci arrivano ogni giorno da parte di discografici, manager e uffici stampa ne sono la prova. Quello che mi auguro per il futuro è che Camera Z (lo spin off di music suite dedicato agli artisti della generazione Z) possa diventare un trampolino di lancio per i cantautori del futuro, perché per gli emergenti è sempre più difficile trovare uno spazio per farsi ascoltare. Allo stesso tempo spero che il talento degli artisti possa dare luce alle location incredibili di cui dispongono gli hotel italiani, come l’hotel Mediterraneo, Massimo D’Azeglio, Atlantico e Nord Nuova Roma dove abbiamo fatto i primi eventi.

Edoardo Bettoja siamo arrivati ai saluti, ma lascio a te l’ultima parola: saluta i nostri lettori con una delle tue citazioni preferite! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!

Ti cito un dialogo di uno dei miei film preferiti, La Pazza Gioia di Paolo Virzì.

– Ma dove si trova la felicità?

– Nei posti belli, nelle tovaglie di fiandra, nei vini buoni e nelle persone gentili.

Grazie mille a Rifugio Musicale per questa intervista.