M.E.R.L.O.T, classe 1998, cresce a Grassano in Basilicata e nel 2017 si trasferisce a Bologna per proseguire gli studi e inizia a muovere i primi passi nella musica passando dalle sonorità acustiche a quelle elettroniche con l’aiuto del suo primo produttore Eyem. Nel 2020 debutta in Virgin Records con il brano “Sparami nel Petto”, che raggiunge oltre 3 milioni e mezzo di streams su Spotify. Nel 2020 è selezionato dalla Commissione Artistica delle Nuove Proposte guidata da Amadeus per la finale di Sanremo Giovani con il brano “Sette Volte”. Dopo la pubblicazione del suo ultimo album “Gocce” e un successo di 30 milioni di streams, resta fedele al tocco malinconico che lo caratterizza, ricco di riflessioni e delicate nostalgie, pubblicando il 16 giugno 2023 un nuovo singolo, AROMA, che porta live in estate sui palchi dei festival italiani.

M.E.R.L.O.T benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te: nella vita di tutti i giorni, oltre a scrivere e cantare canzoni, qual è la cosa che più ti fa sentire un cantautore?
Conduco una vita abbastanza bipolare , nel senso che passo settimane fuori casa a divertirmi tutto il giorno e settimane invece a casa a vedere anime sotto le coperte. Diciamo che alterno i 20 anni ai 60. La cosa che mi fa sentire cantautore oltre la musica è la ricerca dell’ispirazione quindi quando mi fermo a guardare cose apparentemente prive di significato per gli altri.
Il tuo nuovo brano “Forse Forse” sembra affrontare tematiche profonde di rassegnazione e accettazione nell’amore. Qual è stata la fonte di ispirazione dietro questo pezzo e quale messaggio desidera trasmettere attraverso la tua musica?
Racconto storie, a volte creo collage di esperienze vissute o di paure che affronto, quindi non so rispondere perfettamente alla domanda perché il brano è più di un’esperienza. Sicuramente il messaggio è quello di ritrovare se stessi dopo una perdita importante perché anche da soli si è forti, anzi se si riesce ad essere forti da soli è anche meglio.
Hai recentemente collaborato con piazzabologna nel singolo “MADAME”. In che modo quest’esperienza ha influenzato il tuo approccio creativo e cosa hai imparato da questa collaborazione?
Come da tutte le collaborazioni ognuno prende qualcosa dall’altro, io da piazza ho preso un po’ di leggerezza perché penso sia la sua forza, raccontare eventi quotidiani senza usare parole enormi.
Dopo aver portato live i tuoi successi sui palchi dei festival estivi italiani, ti chiedo: ci sono sfide specifiche che incontri nel tradurre l’energia del palco in un brano registrato e viceversa?
Assolutamente sì, la mia musica, almeno quasi tutta è molto triste o meglio non è proprio la musica che ti fa divertire, quindi in molte occasioni è stato difficile far capire le mie intenzioni. Però per fortuna ovunque vada trovo sempre una parte di fanbase che mi fa sentire sempre ben accetto anche alla fiera del cinghiale.
Il brano presenta un contrasto interessante tra la consapevolezza dell’amore destinato a scomparire e un filo di speranza nelle strofe. Come hai bilanciato questi elementi nella composizione e come credi che il tuo stile musicale stia evolvendo con questa nuova release?
Questo brano è stato prodotto da NOVECENTO, un produttore Bolognese conosciuto miracolosamente tramiti giri di conoscenze improbabili. Dico miracolosamente perché è un pianista incredibile che ricollegandomi alla domanda ha assolutamente portato evoluzioni nel mio mondo.
M.E.R.L.O.T, ti ringrazio per la chiacchierata. Ora puoi salutare i lettori come preferisci: hai carta bianca!!! A presto!!!!
Ciao a tutti, grazie a chi ascolterà il brano e un brindisi a chi non lo comprenderà perché diciamo si può considerare fortunato.

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