Yna, nome anagrafico Roberta Staffieri, è una musicista e cantautrice nata a Matera nel 1991, attualmente residente a Roma. Fin dall’età di 15 anni, si dedica alla scrittura di poesie e canzoni, influenzata dalla sua passione per i Nirvana che ascolta tramite il walkman. Pur essendo legata agli anni ’90 come periodo di crescita, Yna sperimenta con l’elettronica e abbraccia le metriche del rap, dell’hip hop e della trap. La sua libertà espressiva e la capacità di plasmare la propria femminilità si trovano nell’ambito dell’Urban, dove trova spazio per esplorare temi come cuori infranti, viaggi ipercosmici, trasgressione e irriverenza. Yna, laureata in pianoforte e canto jazz presso il Saint Louis College of Music e magistrata in filosofia, collabora con importanti figure della scena musicale.

Yna, è un vero onore ospitarti sulle pagine di Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con un tuo ricordo: racconta ai lettori un episodio imbarazzante accaduto durante la tua carriera artistica!
Durante il mio primo concorso musicale a 9 anni, ero andata sul palco vestita in tuta, mentre gli altri bambini erano tutti acchittati. Non pensavamo fosse un’occasione così importante, per l’ansia mi è venuta la febbre e non sono andata alla gita organizzata per il giorno successivo.
C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico? Che tipo di rapporto ha Yna con i social?
Yna è una donna-bambina, forte ma fragile che vuole reinventarsi la realtà contro gli stereotipi della donna tradizionalmente intesa. I social sono una comunicazione di questa immagine ma sinceramente non ne sono una grande fan.
Hai una formazione musicale e filosofica molto ricca. In che modo le tue conoscenze filosofiche influenzano la tua scrittura e la tua interpretazione della musica?
La studio della filosofia ha influenzato il mio modo di pensare analitico sulle cose e di arrivare a una soluzione dei problemi esistenziali; nella scrittura cerco un po’ di abbandonare invece questo pensiero rigido ma la capacità introspettiva rimane.
Parlaci ora del tuo nuovo singolo: “Giochi di parole” sembra avere un approccio giocoso e irriverente. Come hai bilanciato la leggerezza con la profondità emotiva nel processo creativo di questa canzone?
È proprio questo il centro del progetto, calibrare leggerezza e profondità. È praticamente l’obiettivo di una vita passata sui libri e di un’altra che invece vuole mettere il naso nella vita quotidiana senza appesantire i problemi, anzi volandoci sopra. “Giochi di parole” è una valvola di sfogo di tutto questo.
Hai menzionato che a volte la verità sta nella prima impressione. Come questa filosofia si riflette nella tua musica e, in particolare, in “Giochi di parole”?
Dobbiamo fidarci molto di più nelle nostre sensazioni, piuttosto che
abbandonarle lì come un pensiero da rieducare. Le sensazioni non vanno rieducate ma valorizzate.
Come è stato collaborare con Piuma Dischi e Domino Management per questo nuovo percorso musicale? Quali aspetti della collaborazione hanno contribuito a plasmare il tuo approccio artistico?
I ragazzi di Piuma e Domino li ho incontrati per caso quest’estate in riviera, è scattato qualcosa. Abbiamo deciso di provare a unire le forze per far crescere il progetto, hanno sentito evidentemente il mio amore e la mia caparbietà estrema nel far andare le cose in un certo modo, e che dire, non c’è niente di più bello che fare il viaggio in compagnia!
Il tuo singolo precedente, “OPS”, ha avuto un grande successo. Come pensi che la tua evoluzione artistica si manifesti in “Giochi di parole”? Ci sono elementi che hai voluto mantenere o esplorare ulteriormente?
OPS è stata davvero una mina, sin da quando l’ho scritta sapevo sarebbe esplosa. “Giochi” ha un approccio diverso, è stilisticamente più tradizionale, anche a livello di produzione ricorda un po’ l’hip hop old school, più orecchiabile rispetto a OPS, più distesa e a livello di contenuti più “docile”. Ciò che lega i due pezzi è sicuramente la voglia di lasciarsi andare e quella spocchia che caratterizza tutto il progetto.
Yna, ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! A presto!
Vi voglio bene ciaooooooooo ❤ ❤ ❤

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