I Bento sono un duo elettronico/acustico nato nel 2019 in provincia di Brindisi. La band si completa con la collaborazione di Carlo Madaghiele fonico Laboratori Testone (MI) e la creazione di Visual del VJ Claudio Macchitella.
Vincitori del Bando Nuove Produzioni Discografiche NUOVOIMAIE, a livello nazionale, sono prossimi alla
pubblicazione del loro secondo lavoro nel mese di Dicembre 2023.

Nel 2020 partecipano al Genera Festival. Nel marzo 2021 l’autorevole testata DJ Mag Italia li cita tra gli esponenti di riferimento della nuova ondata electro-indie italiana. Il 16 Novembre vede alla luce il loro primo album HEY DREAMERS! uscito in anteprima su Soundwall, il più importante portale di riferimento per la musica elettronica in
Italia.

Ciao, Bento! Benvenuti su Rifugio Musicale. Diamo inizio a questa intervista con un aneddoto imbarazzante legato alla vostra carriera musicale.

Servirebbe un’intervista a parte per rispondere a pieno. Vi citiamo quella consueta che ci capita ad ogni live: scordiamo i Cd in studio!!

Come nascono le vostre canzoni? C’è un iter che seguite nella stesura di un brano? Arriva prima il testo o la tessitura musicale?

Le nostre canzoni nascono prima di tutto in sala prove. Dedichiamo del tempo specifico per sperimentare senza darci limiti né di genere né di suono. Poi arriva quella parte  su cui in maniera naturale ti soffermi perché ha catturato in maniera particolare la nostra attenzione. Da qui sviluppiamo il resto. Da bozza di un’idea a canzone completa poi sono davvero tanti i passaggi, le modifiche ed i cambi di direzione totale… fin quando non arriviamo alla forma “perfetta”.

Solitamente nasce tutto dalla parte strumentale e la parte vocale si aggiunge dopo in base all’esigenza, se la parte si presta bene ad un cantato oppure no…

Quanto vi sentite parte dell’attuale panorama musicale di tendenza?

La maggior parte della gente che ci ascolta e che ci dà un parere dice che abbiamo sonorità molto anni 90. Sinceramente non era una cosa voluta, ma evidentemente ci è uscito in maniera involontaria. Il sound anni 90 è di tendenza?

“Come back to move” è il vostro nuovo singolo, un brano risoluto che vede principalmente le influenze dei Prodigy, Chemical Brothers e Beatles. Le sonorità elettroniche sono tutto, ma quanto contano per voi le parole? E quanto conta, invece, l’aspetto verbale nella buona riuscita di una canzone? Perché?

Tendenzialmente usiamo poco le parole. Ci piace raccontare la nostra musica attraverso i suoni, e se usiamo la voce la usiamo come uno strumento, che abbia più un approccio sonoro che testuale.

Nel nostro genere, non reputiamo importantissimo l’aspetto verbale semplicemente perchè non c’è. Invece diamo massima importanza all’aspetto musicale di un cantato. Le nostre voci solitamente sono dei ritornelli molto orecchiabili e che rimangono fisse nelle memoria dopo l’ascolto.

Ora giochiamo: provate ad attribuire un colore alla vostra musica.

RGB! Rosso Giallo e Blu.

“Come back to move” è il secondo brano che anticipa l’uscita di YΛΗ, il nuovo EP. Cosa dobbiamo aspettarci?

L’album contiene cinque canzoni più due sorprese. Ogni canzone è un singolo a sé stante con un mondo ed un’atmosfera propria. Electro, Jazz, elettronica pura, afrobeat e tanta carica senza perdere mai quella caratteristica sognante che abbiamo sempre in noi.

Bento siamo arrivati ai saluti, ma lascio a voi l’ultima parola: salutate i nostri lettori con una delle vostre citazioni preferite! Vi ringrazio per essere stati con noi e a presto!!!

“Basta che funzioni” Woody Allen.