DEZEBRA, nome d’arte di Gaetano Marinelli, è un cantautore pugliese del 1974, attualmente residente nelle Marche. Ha raggiunto notorietà con il progetto indie rock “Züth!”, con cui ha registrato due album e collaborato con artisti come Gianluca de Rubertis e Litfiba. Ha partecipato a vari eventi musicali, tra cui il Primo Maggio Torino e il Mind Festival. Inoltre, ha aperto concerti per artisti noti come Ex Otago e Anastacia.
Dezebra è stato finalista al Sanremo Rock per tre volte come autore, presentando brani scritti per Züth!, La Complice e Falene. Nel 2018 ha fondato l’etichetta Gorilla Dischi, pubblicando e producendo per vari artisti. Sempre nel 2018, ha avviato il progetto solista “Dezebra”, caratterizzato da sonorità indie-rock, indie-pop, Synthpop e Twist’n’roll, con testi influenzati dal cantautorato italiano.

Ciao Dezebra, “Playmate” è il tuo ultimo singolo con la partecipazione di Lilinanna. Puoi condividere con i lettori di Rifugio Musicale l’ispirazione dietro il brano e come è nata la collaborazione con Lilinanna?
Ciao, comincio subito con il ringraziare la redazione di Rifugio musicale per lo spazio che mi ha dedicato. Per rispondere alla domanda devo fare una premessa, non credo molto al concetto di ispirazione. Credo che l’autore può riuscire a trovare le proprie idee attraverso intuizioni che poi vengono manipolate fino al risultato finale. Playmate nasce da un’idea, volevo parlare di ossessioni esasperate. La Playmate è semplicemente un esempio di ossessione esasperata tipica della nostra società. Una donna sexy su un poster può diventare una fissazione, soprattutto per un adolescente vissuto negli anni ‘80. Lilinanna l’ho conosciuta tramite amicizie in comune, ho cominciato a lavorare al suo progetto e quindi è nata anche una collaborazione per il mio brano. Al brano hanno collaborato anche Max Monti e Luca Cruciani.
Il testo di “Playmate” affronta il tema dell’ossessione e della difficoltà nel distinguere la realtà dal sogno. Come questo concetto si lega alla tua visione più ampia della società attuale?
Nell’attuale società si tende a esasperare l’ossessione per qualcosa che può portare all’incapacità di distinguere il reale dal virtuale. Tutto questo genera dubbi giganteschi, colossali. Per fare un esempio, ci sono persone ossessionate dalla vita dorata ostentata da alcuni individui sui social network. Ma siamo sicuri poi che la vita dorata che viene mostrata da queste persone sia vera? Per fare un’altro esempio, siamo ossessionati da determinate notizie sul web. Molte di queste notizie si rivelano delle fake news. Quanta gente ossessionata da certi argomenti sul web non riesce a distinguere notizie vere da fake news?
Nel videoclip ufficiale di “Playmate,” hai scelto di ritrarre le donne in controluce, rendendo i contorni poco nitidi e oscuri. Qual è il significato di questa scelta visiva e come si collega al messaggio della canzone?
Quando pensiamo a una Playmate immaginiamo subito una bellissima donna sexy. La mia Playmate è solo un pretesto per parlare di ossessioni, quindi non volevo evidenziare il corpo di questa donna. La mia Playmate non si deve rivelare, dobbiamo solo fare uno sforzo per codificarla, lo stesso sforzo che dobbiamo fare cercando di codificare cosa è davvero reale e cosa è virtuale.
Hai una lunga carriera nel mondo della musica, con esperienze sia come solista che con il progetto indie rock “Züth!”. Come la tua esperienza passata ha influenzato lo sviluppo del tuo stile musicale con “Dezebra”?
Gli Züth! sono il primo progetto dove ho messo a disposizione i miei brani. Sono il mio primo laboratorio di scrittura dove ho collaudato le canzoni che volevo pubblicare. Gli Züth! hanno stimolato il mio gusto musicale e certe scelte sonore sono confluite nel mio progetto solista Dezebra. Ogni esperienza musicale serve ad allontanarci dal nostro “Starting point” e quindi ci aiuta a sviluppare la nostra identità. L’ascolto di molte cose diverse, l’ascolto critico, le collaborazioni, il confronto, sono il pane quotidiano per la creazione di uno stile originale.
Nel 2023 hai intrapreso un breve tour nei paesi dell’est Europa, con un’ospitata al museo del Banato di Timisoara. Come queste esperienze influenzano la tua musica e la tua prospettiva artistica?
Conoscere altre culture e altri mondo sonori ti permette di avere una visione più ampia della musica. È una cosa importante per la crescita umana e professionale dell’artista. È stata un’esperienza molto positiva, che mi porto nel cuore e che mi ha insegnato tanto. Ho suonato su una piattaforma che si affaccia sul lago all’interno del museo etnografico del Banato a Timisoara che quest’anno è Capitale della cultura europea ( 2023 ). Ho conosciuto molta gente,ho ricevuto un’ accoglienza eccezionale, unica. Ho scoperto molti interpreti soprattutto della Romania socialista ( sovietica ). Durante la dittatura in Romania esisteva una sola etichetta discografica di Stato, la ELECTRECORD, tra gli artisti di questa etichetta mi sono innamorato della voce pazzesca di Maria Tanase, se vogliamo trovare somiglianze, la possiamo definire la Milva di Bucarest. Per me la più bella voce della Romania.
Come fondatore dell’etichetta Gorilla Dischi, hai scritto e prodotto per vari artisti. Come quest’esperienza influenza il tuo approccio creativo alla tua musica personale?
Scrivere per molti artisti ti permette di sviluppare una caratteristica importante, la versatilità. È necessario però essere sempre riconoscibili, autografici, conservando il proprio stile di scrittura. È sicuramente più difficile scrivere per gli altri e contemporaneamente restare fedeli alla propria scrittura. Io credo di esserci riuscito.
Cosa accade quando scrivi per gli altri?
È come uscire dalla città con i suoi mille punti di riferimento, cartelli, segnali, indicazioni e ritrovarsi nel deserto, o peggio ancora nel nulla cosmico dove è difficile orientarsi ed è facile fare errori. È più facile sbagliare, perdersi, è una vera sfida che si può vincere restando onesti e autentici.
Dezebra, siamo arrivati ai saluti, ma lascio a te l’ultima parola: saluta i nostri lettori con una delle tue citazioni preferite! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!
Concludo citando un testo che ho scritto per gli Züth! contenuto nel nostro secondo album “La Cosmonautica”.
Il brano si chiama “Matrioska Reverse” e dice: “ …Non credo nell’ amore o nelle cartomanti, nel tempo che misura il bacio degli amanti…e poi mi son decisa vista la circostanza di mettere il tuo male nel mare in una stanza, e poi mi son decisa vista la circostanza…”
Parla di una donna che sa riconoscere una situazione sentimentale tossica e se ne libera. Riesce a trovare la forza e il coraggio di ripartire da sola. Riesce a ricostruire la propria vita affogando il male nel mare e richiudendolo in un cassetto della stanza, una matrioska al contrario.
È un brano che stimola riflessioni anche alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno avuto come protagonista Giulia Cecchettin e tante altre donne vittime innocenti di una società dove certi uomini, molti uomini, tendono ad avere il dominio e il controllo totale sulla donna, che considerano di proprietà, che considerano una conquista da possedere, incapaci di accettare la fine di una relazione. Al primo segnale di violenza e di mancanza di rispetto una donna deve dire basta e in caso di pericolo deve subito chiedere aiuto.
Una canzone non può cambiare il mondo ma può essere una grande amica, può dare consigli e dare conforto, una canzone è una piccola rivoluzione.
Un abbraccio e un gigantesco grazie alla redazione e ai lettori di Rifugio Musicale. Ciao!!!
Gaetano Marinelli in arte Dezebra

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