Andrea Pellegrino, noto come Peligro, è un cantautore di 29 anni originario di Roma, ma attualmente residente a Londra. Nel 2020, ha pubblicato il suo primo album “DE-SIDERO”, composto da 8 brani rilasciati mensilmente come singoli. Dopo esibizioni live a Roma e Londra per promuovere l’album, Peligro ha iniziato a lavorare al nuovo EP “PSYCHE’”, in collaborazione con il produttore Golden Years e altri artisti. Il nuovo EP, distribuito da Artist First e Upper Rec., contiene sei tracce con collaborazioni di artisti come Stab, Lailana, Jimmy da Ghost e THE BOY FROM THE SOUTH. Tre videoclip, inclusi nel progetto, sono stati diretti da Andrea Mella. Nel 2022, Peligro ha ottenuto successi live, inclusi un sold out al Teatro Basilica a Roma con una band e un’orchestra, e l’esibizione al Whishlist. È stato anche tra i 100 finalisti del Premio PrimoMaggio Next. Nel 2023, Peligro ha lanciato un nuovo progetto con il produttore Simone Guzzino, esibendosi a Largo Venue e al 10° anniversario di Spaghetti Unplugged a Parco Schuster per promuovere i singoli. È stato anche ospite principale al famoso Alcazar Live di Roma durante la serata di Spaghetti Unplugged.

Ciao Peligro, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te: nella vita di tutti i giorni, oltre a scrivere e cantare canzoni, qual è la cosa che più ti fa sentire un cantautore?
La mia spiccata propensione all’alcolismo
La collaborazione con il producer Simone Guzzino è sicuramente un elemento interessante. Come è nata questa collaborazione e in che modo il suo stile ha contribuito alla realizzazione di Deserto?
Ho sentito una produzione del Maestro e da quel momento sono stato attratto dalle sue chitarre, come sirene in mare aperto.
Simone ha la capacità di trasformare le mie idee o melodie casuali in arrangiamenti di chitarre e distorsione fantastiche.
Ho riscoperto la bellezza di creare canzoni in due, la bellezza nel proporre le tue debolezze a qualcuno e renderle una canzone insieme.
Viva il Maestro.
Il brano affronta l’importanza del ritrovare sé stessi attraverso il viaggio, sia spirituale che terreno. Qual è stata la tua ispirazione dietro questo tema e come hai cercato di trasmetterlo attraverso la tua musica?
Sono in viaggio da quando ho 19 anni. Sono tornato a casa solamente ora che ne ho 29. In 10 anni ho imparato a chiamare casa tanti posti, tante persone, tanti occhi diversi, ho imparato la bellezza del sentirsi soli e poi ritrovarsi. Non cerco di trasmettere il viaggio, credo che ormai sia parte di me.
Puoi condividere qualche dettaglio sul processo creativo di “Deserto”? Ci sono particolari sfide o momenti significativi che hai incontrato durante la sua creazione?
Ero in un bus notturno di 16 ore, senza fermate, senza bagno da Agra a Varanasi in India. Ho chiuso la piccola tenda che mi separava dagli altri passeggeri, aperto qualche birra e mentre la notte indiana scorreva, così anche i miei pensieri e la penna. Pensiero speciale al mio compagno di viaggio Pierino, che ha fatto lo stesso, ma senza birra e con 40 di febbre ❤
Parto poi dall’India in Indonesia, il primo giorno qui mi fratturo il piede. Passo cosi il resto dei miei giorni in spiaggia con la chitarra e senza potermi muovere del tutto, è qui che nasce Deserto. Guardando il mare, con un piede rotto, e qualche parola suggerita dall’India.
Parlando dell’anima e dell’apatia, come hai cercato di tradurre questi concetti nella tua musica e nei testi di “Deserto”?
Dopo che si chiude un capitolo importante della vita di ognuno c’è un periodo di dolore. Per me questo periodo è stato forse il più profondo della mia vita fino ad ora. Ho capito fino a che punto il mio animo può andare a sentire certi sentimenti, e nel suo dolore c’è della purezza. Passato questo momento, l’anima cerca di stabilizzarsi e segue un periodo di apatia. Lo odio, no me gusta, bevo per contrastarlo e faccio solo peggio, quindi scrivo 🙂
Cosa possiamo aspettarci dal tuo nuovo progetto nel suo complesso? Hai dei temi o delle influenze specifiche che caratterizzano l’intero lavoro?
Sto cercando di mettere me stesso in ogni strofa scritta, voglio che ogni brano che esca da questo progetto abbia la mia impronta bene impressa.
Scrivo canzoni quando sono triste o solo, perché quando sono felice esco a correre o a bere. I temi quindi sono un po’ sad baby, già lo sai, ma con sempre una luce di speranza in fondo alla strada.
Peligro, ti ringrazio per la chiacchierata. Ora puoi salutare i lettori come preferisci: hai carta bianca!!! A presto!!!!
Ciao a tutti cari lettori e un ringraziamento enorme a Rifugio Musicale per il vostro tempo – nos vemos pronto ❤

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