HERESIA è un artista hyperpop, trap e punk di 12 anni. Nato a Roma, vive a Catania dove frequenta le scuole medie. Parla d’amore, amicizia, storie accadute e storie che accadranno. Vicino al mondo comics ed emo trap, ha una routine a cui non ama rinunciare. Si sveglia con calma, ascolta musica mentre si prepara, va a scuola rigorosamente con le cuffiette. Torna a casa e, una volta ultimati i compiti, si dedica alla musica. Ogni tempo morto è un tempo buono per scrivere o ideare beat.

Ciao HERESIA e benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te, qualcosa che non sia già scritto sulla tua biografia ufficiale. 

Ciao a tutti sono Heresia, e grazie mille per le domande. Sono un ragazzo di 12 anni che fa musica da quando ne aveva 7, prima salendo sul palco con mio padre e poi da solo. Sono molto appassionato di moda, per questo curo il mio outfit e le mie cose. Questa passione per lo streetwear nasce nel 2020 dall’amore per la trap e me la porto tutt’ora in tutto quello che faccio.

“Grazie per questa hit” segna un cambio significativo nel tuo stile musicale, passando dalle sonorità hyperpop a quelle trap. Qual è stata la motivazione dietro questa evoluzione e come pensi che questa transizione influisca sulla tua identità artistica?

Sicuramente ho fatto un passo importante per lo sviluppo della mia musica: sono partito dall’hyper-pop con influenze trap di “Narumi” e “Immagina che” per arrivare a  “Grazie per questa hit”, che ho spostato su sonorità pop – trap, per tornare alle mie origini. Le mie origini infatti sono trap, anche trap pop, vicine a Thasup o “20 min” di Lil Uzi Vert.

Il brano esplora temi emotivi profondi, focalizzandosi su un primo amore finito male e sul punto di vista di un giovane che sta crescendo. Come hai tradotto queste esperienze personali in musica e cosa ti ha ispirato a condividere questa parte intima della tua vita con il pubblico?

Quello che mi ha portato a parlare di questi argomenti, sono cose che mi accadono nella vita reale. Per “Grazie per questa Hit” è stata la mia prima storia, durata 2 o 3 mesi. Purtroppo è finita. Invece di mettermi da parte, stare da solo ed essere triste, ho scritto tutte le mie emozioni. Dopo un allenamento di basket, insieme a EDY, ho scritto il testo, che ho lasciato in cantina per un po’, e l’ho modificato poi con l’intervento poi di Raiven, un rapper fortissimo.

“Grazie per questa hit” sembra mettere in discussione la mancanza di comprensione degli adulti nei confronti delle sfide emotive affrontate dai giovani. Cosa ti ha spinto ad affrontare questo tema e come pensi che la musica possa essere uno strumento per far comprendere meglio le esperienze giovanili?

Assolutamente sì. Penso che la musica serva per comprendere i giovani. Infatti i giovani che fanno musica trasmettono molte emozioni e sensazioni: parlano di come si sentono e come vorrebbero essere capiti. Gli adulti spesso non ci riescono, perchè hanno pregiudizi o semplicemente non vogliono. Penso che la mia generazione abbia un grande potenziale creativo, basti a pensare alla maggior parte degli influencer (alcuni no, copiano). La Generazione z nonostante 3 anni di covid, senza alcun contatto, è riuscita ad andare avanti.

HERESIA siamo arrivati ai saluti e io ti ringrazio per essere stato con noi. Le ultime righe sono per te, saluta i lettori con una frase per te motivazionale. Ciao e a presto!

Ciao ragazzi, è stato per me un grandissimo piacere essere con voi. Miraccomando, andate avanti. Perché nonostante quello che vi possono dire gli altri, dovete lottare per le vostre idee. Non perdete la vostra forza e coltivatela in qualsiasi cosa, basta che lo facciate con tutto l’amore che avete dentro.