Renato Caruso ci ha raccontato l’emozioni e pe sensazioni provate durante la Milano Music Week, evento atteso da tutti gli adetti ai lavori.

Ciao Caruso, intanto cosa stai provando in questo momento? Emozionato per la partecipazione alla Milano Music Week?

Sicuramente è un grande onore per me essere qui e questo per varie ragioni, sia per la possibilità di partecipare alla Milano Music Week in sé sia per farlo nel contesto che mi appartiene, in cui sono sempre cresciuto, quello del dialogo tra scienza e musica e, non di meno, per essere sul palco con Odifreddi che è stato il mio guru dal punto di vista scientifico-musicale, ma anche dei miei studi universitari, quando studiavo logica. Diciamo che sì, sono un pò emozionato.

Cosa hai portato alla Milano Music Week?

In primo luogo, la musica, ma anche qualcosa di più, informazioni, nozioni scientifico-musicali che magari non ci si aspetterebbe di ricevere, una sorta di divulgazione scientifico musicale legata a quello che propongo musicalmente, a ciò che ispira le tracce e anche i miei lavori autoriali.

Rinfreschiamo la memoria. Qual è il tuo genere musicale? Ti ispiri ad un’artista in particolare? Quali sono le tue influenze?

Il mio genere musicale si può dire misto, io lo definisco FuJaBoCla che è l’acronimo di funk, jazz, Bossa nova classica, avevo coniato questo termine circa 15 anni fa ed è uscito anche un libricino su questa bizzarra idea di stile musicale nel quale unisco e pertanto confluiscono, generi diversi.

Infatti, anche nelle mie performance faccio una miscela tra questi generi, non sono prettamente classico, anche se provengo dalla musica classica, metto un po’ di funky, un po’ di Bossa nova, di fatto il mio genere musicale è frutto di una contaminazione.

Non mi ispiro poi a nessun artista in particolare, anche se ho delle influenze come, ad esempio, Pino Daniele, Sting, Beatles, Clapton e tanti altri, ma soprattutto pianisti come Chopin e Debussy, perché a me piace il suono, la melodia più che un suono virtuoso.

Ormai il 2023 sta per finire, ci dobbiamo comunque aspettare nuovi singolo, ep, album e/o nuove date live?

Per adesso sono fermo, sto studiando, forse uscirà un libro insieme ad Elena Bresciani in cui io mi occupo della parte di fisica, mentre lei del lato “mistico” della musica, di frequenze particolari, di chakra. Si tratta di un libro che è conseguente ad un cd che abbiamo appena fatto insieme su musica estemporanea, una musica che potrebbe curare l’anima, è una sfida perché ci rifacciamo un po’ alle vecchie filosofie, alle vecchie teorie di Pitagora.

Per quanto riguarda i live, mi sono esibito di recente, il 29 per Avi insieme a Patrizia Cirulli in due, tre brani, diciamo in un assaggio della nostra musica; tutti gli appuntamenti li trovate comunque sul sito.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi dopo un anno ricco di avventure e grandi soddisfazioni?

Tra i miei prossimi obiettivi c’è sicuramente quello di continuare ad approfondire le questioni relative a scienza e musica, quindi il linguaggio divulgativo e poi, sperimentare, creare nuove simbologie musicali. Fare una ricerca non solo dal punto di vista musicale, ma anche accademico, un mondo che a me piace molto esplorare.