Il “cantaviatore” Enrico Giaretta ha curato le musiche e le sonorizzazioni dello spettacolo L’arte di non vederedel giornalista e scrittore Vincenzo Mollica, che andrà in scena l’11 gennaio 2024 all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 15 gennaio 2024 al Teatro Arcimboldi Milano. Nei due eventi unici, anche Enrico Giaretta salirà sul palco in qualità di ospite, per eseguire le sue raffinate composizioni musicali al pianoforte che contribuiranno a rendere l’atmosfera ancora più intima.

“L’arte di non vedere” è un monologo che si configura come una vera e propria confessione, in cui Vincenzo Mollica, narratore per eccellenza del mondo dello spettacolo italiano e non solo, volto tra i più autorevoli del TG1, che ha raccontato per decenni il cinema, la musica e la tv intervistando i più grandi personaggi, svela aneddoti e racconta il dietro le quinte legati ai tanti personaggi che ha incontrato e intervistato nel corso della sua carriera. Lo spettacolo è prodotto da Concerto Music, in collaborazione con Vigna PR.

Cos’hai provato intanto nel collaborare con Vincenzo Mollica. Come e quando è nata questa magia musicale?

Ho conosciuto Vincenzo Mollica molti anni fa in occasione dell’uscita di un mio singolo divenuto poi una hit, tradotta in inglese ed interpretata dal canadese Matt Dusk. Il brano, Tutta la vita in un momento (“Back in town” eng vers) venne apprezzato da Vincenzo Mollica a tal punto che, senza neppure conoscermi, mi telefonò da Los Angeles, durante gli Oscar, dicendomi che se ne sarebbe occupato a DoReCiakGulp. E così fu. Improvvisamente un sabato, dopo il Tg1, il mio telefono era letteralmente impazzito…tutti avevano visto il servizio di Mollica su Giaretta. Da lì inizio la mia carriera da cantautore. Gli devo molto.

Qualche mese fa, la mia discografica Rita Allevato (discografica e manager anche di Paolo Conte), mi chiamò dicendo che voleva proporre a Vincenzo un mio intervento durante il suo spettacolo ma serviva la sua approvazione. Andammo da lui, ci sedemmo, gli vennero proposte alcune ipotesi per lo show e dopo aver ascoltato la mia idea musicale legata allo show (per ora una sorpresa) gli piacque molto e da li fui ingaggiato. Per me Vincenzo, un amore grande. Ho successivamente conosciuto sua moglie Rosa Maria, neanche a dirlo, nulla è per caso, bella quanto lui e per ora mi scrivo con Caterina la figlia, che immagino sia della stessa pasta dei genitori. Una gran bella famiglia, ed io fortunato a poter dire :”C’ero anche io”. Cosa ho provato? Provate a immaginare di essere un calciatore e ritrovarvi a giocare in nazionale.

Cosa si deve aspettare un appassionato di musica da questo show?

Mollica ha detto in un’intervista che un probabile titolo per lo show poteva essere “Azzurro” come la canzone di Paolo Conte. Be’, ho pensato a tutte le musiche suonate e cantate come se venissero direttamente dal primo ‘900, periodo storico a me caro e sicuramente caro anche a Paolo. La cosa che contraddistingue da sempre la mia musica, a parte qualche “tristone” come lo chiama l’amico Cristicchi, è l’allegria e l’ironia – questo me lo riconosceva sempre Maurizio Costanzo, diceva “Giaretta è un cantautore allegro, pur mantenendo un profilo artistico di tutto rispetto”. Ecco, un appassionato di musica si deve aspettare la musica come fosse un film..in ogni brano spesso provo ad immaginare una scena, cosi’ come Vincenzo negli aforismi che recita, a volte, la mattina sul suo profilo social. Raccontano verità con una visione cinematografica. Ho cercato di rendere allo spettacolo un colore rosso, blu con qualche spruzzata di giallo pensando proprio che Vincenzo porta con sé nella memoria la forza dei colori. Io lo supporterò colorando il tutto con un pianoforte e la mia voce, sui suoi versi. Sono molto emozionato, spero di fare bene.

Tu hai curato le musiche e le sonorizzazioni. Qual’è il genere e il sound che accompagnerà questo spettacolo?

Come ti dicevo, il genere è un po’ il mio genere…’primi 900…Paolo Conte, che adoro. Il sound, per esigenze tecniche sarà solo pianoforte, con una sigla iniziale e finale orchestrata (pre registrata) da una piccola orchestra composta da archi fiati e un ritmica fatta di tamburi e gran cassa.

In breve, chi non ha potuto conoscerti in passato, quale è stata l’esperienza più emozionante del tuo percorso artistisco e quali sono i tuoi prossimo obiettivi?

Nel mio percorso artistico ho incontrato due persone che hanno influenzato in modo importante le mie composizioni. Franco Califano con il quale ho convissuto per 15 anni, e Paolo Conte che un giorno mi disse, diamoci del tu, siamo due maestri. Da li in poi, tutto il resto…è noia.