Nicolò Gorza, noto come Nibo, è un rapper, cantautore e attore italiano nato a Rimini il 10 gennaio 1998. La sua scoperta della musica è stata guidata dalla percezione di essa come strumento di libertà e veicolo per esprimere la propria identità. Per Nibo, la musica rappresenta una forma di terapia che gli permette di riscrivere il passato, vivere il presente e immaginare il futuro attraverso note e parole che trasformano la complessità della mente umana. Il suono diventa la voce del suo essere, stimolando i suoi sogni e generando domande. La musica agisce come il mezzo che lo guida fuori dal labirinto, conducendolo a un luogo dove trova risposte e rende vere le sue aspettative.

Ciao Nibo e benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te, qualcosa che non sia già scritto sulla tua biografia ufficiale.
C’è già molto di me sulla biografia…
Posso aggiungere che sono una persona a cui piace entrare in connessione con gli altri e ho scoperto che la musica è uno dei mezzi più potenti per farlo. Mi piace scrivere, raccontare ciò che mi riguarda e cantarlo. L’aspetto affascinante delle canzoni oltre ovviamente alla musica in sé è che chi l’ascolta può ritrovarsi nel testo, può rivivere emozioni, trovare risposte o porsi nuove domande. In questo senso la musica può anche diventare una terapia, qualcosa che ti fa stare bene, uno spazio dove essere liberi e mostrarsi per quello che siamo.
Quali sono gli artisti che hanno maggiormente orientato e suggestionato la tua musica?
Tanti e diversi sono gli artisti che mi hanno ispirato, non uno in particolare ma sfumature e generi differenti hanno generato tante suggestioni e caratterizzato i miei brani. Nipsey Hussle, Eminem, Ed Sheeran, Justin Timberlake, Timbaland sono alcuni degli autori che preferisco ma davvero mi piace ascoltare ogni genere musicale, prendere e imparare da tutto, sperimentare e creare.
Quanto ha influito il tuo luogo di origine nella scrittura e nella tua musica? E il luogo più strano dove hai scritto canzoni?
Avrai notato che tra i miei principali ispiratori ti ho citato artisti stranieri, ma non c’è dubbio che anche il paese dove sono nato, l’Italia, mi abbia influenzato nel modo di scrivere e di fare musica e naturalmente ne sono fiero. Sono un ragazzo a cui piace viaggiare e, come ho già detto, osservare ed esplorare; conoscere luoghi e persone appartenenti a contesti molto lontani dai nostri mi fa crescere, mi dà nuove ispirazioni e amplifica i miei orizzonti da ogni punto di vista, soprattutto musicale. Il luogo più strano dove ho scritto una canzone è stato in cima a una gru: l’adrenalina dovuta all’altitudine è stata una fonte d’ispirazione non indifferente!!
Parlaci di “Alicante”, il tuo nuovo singolo. Quanto è importante e quanto è complesso, secondo te, saper stare soli?
Alicante è un viaggio sulle montagne russe che tra alti e bassi parte dall’estasi dell’innamoramento e impicchiata giunge agli inferi del tradimento e della separazione. Il brano è complesso perché complesso è questo amore malato, che vive di passione e dipendenza. Tutto sbagliato!
Sono superconvinto che le fondamenta di una vita ben vissuta siano determinate dal rapporto che ciascuno ha con se stesso. Solo quando impariamo ad amare noi stessi e ad apprezzare, sottolineo apprezzare, la solitudine che sempre fa parte di noi, possiamo davvero relazionarci col prossimo e trovare l’Amore che ci completa senza esserne dipendenti. L’amore non è trovare la persona giusta ma essere la persona “giusta”!
Alicante” sembra essere un brano molto intenso che descrive la fine di una relazione. Come hai cercato di catturare emotivamente questa esperienza nella tua musica, e quali elementi musicali ritieni siano cruciali per trasmettere il messaggio del brano?
Le parole sono comparse da sole, erano lì nel mio cuore e soprattutto nella mia testa. Sulla musica ci abbiamo lavorato tanto fino a trovare il sound capace di trasmettere le emozioni descritte dal brano. A me piace considerare la musica come sperimentazione, improvvisazione, creazione senza vincoli.
Come definiresti la tua musica e se dovessi attribuirgli un colore quale sarebbe?
Intensa, la definirei così. Il colore quindi non può che essere il rosso: stimolante, associato in prima battuta all’amore e alla passione, ma allo stesso tempo simboleggia grinta, rabbia e aggressività. È il colore che più di tutti è capace di attirare l’attenzione. Ma la mia musica non vuole essere solo questo, vuole proiettarsi all’interno di noi stessi, vuole essere una connessione con la nostra spiritualità e quindi il suo colore è anche il bianco, l’esatto opposto del colore nero ed è portatore di luce, di apertura e di nuovi inizi.
Parliamo di progetti futuri: cosa dobbiamo aspettarci dopo questo singolo?
Ho molti progetti per il futuro, sto scrivendo tanto, sto lavorando a un nuovo singolo e confido nell’uscita di un EP. Non voglio dire di più, non vedo l’ora che la mia musica si esprima per me.
Nibo siamo arrivati ai saluti ed io ti ringrazio per essere stato con noi. Le ultime righe sono per te, saluta i lettori come preferisci. Ciao e a presto!
Grazie a chi ha trovato il tempo di leggere e a chi ha ascoltato e sta ascoltando Alicante e altri miei brani. Spero possiate trovare conforto se lo desiderate, risposte alle vostre domande o semplicemente una melodia che vi accompagni…

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