Mariano Casulli è un cantautore pugliese originario della provincia di Bari, noto per il suo talento nella chitarra e nella batteria. Si ispira a una vasta gamma di artisti italiani e internazionali, tra cui Tiromancino, Fabi, Cremonini, Dalla, De Gregori e Coldplay. Nel 2019, ha debuttato con il singolo “Ottobre”, seguito da “Scappi via” che affronta il tema della violenza di genere, e “Silenzi a cui tornare”. Nel 2020, il suo singolo “Resilienza” lo ha fatto emergere come uno dei migliori artisti pugliesi secondo la rivista “PugliaMusic”. Il 5 aprile 2024, Casulli è tornato sulla scena musicale con il singolo “La fine”, prodotto da Molla e distribuito da Virgin, accompagnato da un videoclip diretto dallo stesso Casulli con la partecipazione di Milena Rutigliano.

Ciao, Mariano Casulli! Benvenuto su Rifugio Musicale. Diamo inizio a questa intervista con un aneddoto imbarazzante legato alla tua carriera musicale. 

Ciao a tutti e grazie per questo spazio. Allora un aneddoto imbarazzante sicuramente può essere quando durante uno dei miei primissimimi concerti, preso dall’ansia dimenticai completamente le parole di una canzone ed iniziai a sbagliare tutto e fui costretto a fermarmi. Fu molto imbarazzante ma oggi lo ricordo con molta simpatia. 

    Come nascono le tue canzoni? C’è un iter che segui nella stesura di un brano? Arriva prima il testo o la tessitura musicale?

    In realtà non seguo una vera e propria regola. Ogni canzone ha una sua storia. Di solito scrivo accompagnato dalla chitarra, così da buttar giù sia il testo che la parte melodica. Nel caso de “La fine” invece è nato prima il testo, e poi successivamente la melodia. 

      Il tuo nuovo brano “La Fine” affronta tematiche profonde e universali. Qual è stata la tua ispirazione principale dietro questo pezzo introspettivo?”

      Ascoltavo l’ultimo album di Calcutta, “Relax” ed ero particolarmente in fissa per il pezzo “Tutti”. Un sabato mattina di ottobre ero al parco con il mio cagnolino ed è venuta fuori questa canzone molto introspettiva che affronta una tematica molto intima. Mi sono lasciato ispirare dal mood che la canzone di Calcutta mi stava trasmettendo in quel momento.

      In “La Fine”, hai scelto di lasciare irrisolto il significato di ‘fine’, lasciando che l’ascoltatore decida a cosa attribuirlo. Qual è il tuo intento dietro questa scelta e quale reazione spera di suscitare nel pubblico? 

      Mi piace sempre l’idea di pensare che ogni ascoltatore possa rendere sua una canzone. Che possa attribuirgli il significato che vuole. Con questa canzone lancio uno spunto di riflessione, magari un momento di catarsi. Poi ognuno decide di lasciarsi trasportare dove vuole, di pensare a quello che vuole ascoltandola. La musica ha un potere fortissimo. 

      Collaborare con Molla per la produzione di “La Fine” è stata una scelta significativa. Come ha influenzato la tua visione artistica e il processo creativo lavorare con un produttore così rinomato?

      Molla è un grande, senza troppi giri di parole. È innamorato della musica, vive di musica e per la musica. Viene facile lavorare con un professionista così. In particolare in questo pezzo è riuscito a renderlo più contemporaneo, al passo con i tempi. 

      Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica

      Trovo difficile rispondere a questa domanda. Senza pensarci troppo direi un colore chiaro, non troppo acceso né troppo cupo. 

      Mariano Casulli siamo arrivati ai saluti, ma lascio a te l’ultima parola: saluta i nostri lettori con una delle tue citazioni preferite! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!

      Grazie ancora per questa bella intervista, saluto tutti i vostri lettori e li invito a seguirmi sui social e sul profilo Spotify per ascoltare la mia musica. Più che una citazione, vi lascio con una canzone che porto nel cuore ed è un po’ un punto di riferimento per il mio percorso musicale: COSTRUIRE di Niccolò Fabi. 

      https://open.spotify.com/intl-it/track/5eLhUqhUX5zfhrw5Avfo18?si=a6b55ec426b24165