Matteo Guidobaldi, in arte Guidobaldi, è un cantautore romano che ha fatto il suo esordio nel 2018 pubblicando, con Sbaglio Dischi, i singoli “Cartolina Portuense” e “Lungotevere”. Nel 2021 è uscito il suo primo album “Scusate il ritardo”, prodotto da Marco Proietti e distribuito da Believe, seguito, a novembre, dal singolo “Dire mi manchi”, con cui ha vinto il contest di LazioSound2023 per la categoria “Songwriting Heroes”. Grazie a questo premio, ad agosto, con la sua band, è salito sul prestigioso palco dello Sziget Festival di Budapest. Il suo sound è un incontro tra la musica leggera italiana e il britpop. Ama esibirsi dal vivo e negli anni ha avuto l’opportunità di aprire i concerti di artisti italiani quali Eugenio In Via Di Gioia, Margherita Vicario e Noemi.

Ciao Guidobaldi! Benvenuto su Rifugio Musicale. Diamo inizio a questa intervista con un aneddoto imbarazzante legato alla tua carriera musicale. 

Un aneddoto imbarazzante che si ripete all’infinito: io che devo spiegare allo speaker/presentatore qual è il mio vero nome. Spesso e volentieri vengo chiamato Guido come se fosse il mio nome di battesimo, ma lo diciamo una volta per tutte: Guidobaldi è il mio cognome d’arte, mi chiamo Matteo!

Come nascono le tue canzoni? C’è un iter che segui nella stesura di un brano? Arriva prima il testo o la tessitura musicale? 

Dipende da come arriva la canzone: a volte arrivano prima le immagini da raccontare, a volte la melodia. Nel primo disco sono arrivati quasi sempre prima i testi, ora forse c’è più ricerca e parto dalle melodie.

“Londra a Mezzanotte” è il tuo nuovo singolo che affronta il tema delle relazioni nell’era digitale. Da cosa hai tratto ispirazione per questo brano? 

Mischio sempre un po’ di aneddoti autobiografici a notizie che sento tra i podcast e la tv, dalla pandemia ci siamo sempre più affezionati allo smartphone e facciamo più fatica a relazionarci con chi c’è dall’altra parte. A volte guardo al passato riguardando il rullino del telefono e quelle immagini mi fanno sognare finali alternativi o mi ricordano magari le emozioni di quel momento. Ma appena ci ripenso mi dico “perché l’ho fotografato/ripreso? Non era più bello viverlo?”.

Hai accennato alla combinazione di influenze britanniche e italiane nella tua musica. Come hai gestito questa fusione di stili nel nuovo singolo? 

Ho fatto molta ricerca, c’è stato un periodo in cui la musica italiana è stata influenzata da quella britannica e sono stati gli anni 60/70, oggi è il contrario: molti artisti che seguo, come Arctic Monkeys, Miles Kane, Vaccines si rifanno all’immaginario italiano di quell’epoca, tra citazioni cinematografiche e musicali. Da questa ricerca ne è uscita la consapevolezza di poter unire questi mondi non poi così lontani.

Puoi raccontarci il processo di collaborazione con Marco Proietti per la creazione di 

“Londra a Mezzanotte”? Come è stato lavorare insieme su questo progetto? 

Marco è mio compagno di avventure fin da “Scusate il ritardo”, solo da “Dire mi manchi” abbiamo cominciato a scrivere insieme, forse perché negli ultimi anni gli ho portato cose meno definite e bozze interessanti da sviluppare: non è facile trovarsi sulla stessa lunghezza d’onda, ma il confronto è stimolante, fare questo lavoro con gli altri e non da soli nelle proprie stanze rende le canzoni più vere e già parte di una collettività.

Il brano è stato suonato in anteprima allo Sziget Festival nel 2023. Qual è stata la reazione del pubblico durante l’esibizione? 

Noi eravamo gasatissimi. È stato emozionante condividere un inedito davanti a un pubblico che aveva voglia di fare festa. È stato accolto bene, ma in generale tutto il live rimarrà per sempre tra i miei preferiti di sempre. Suonare all’estero può intimidirti, ma abbiamo ricevuto un’accoglienza calorosa, spero di replicare presto!

Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla vostra musica. 

Dico i due colori del mio nuovo progetto di cui Bandiere e Londra a mezzanotte sono due anticipazioni: blu e giallo.

Guidobaldi siamo arrivati ai saluti, ma lascio a te l’ultima parola: saluta i nostri lettori con una delle tue citazioni preferite! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!! 

Un saluto a tutti i lettori di Rifugio Musicale e ricordate: take a sad song and make it better!