Simone Villa, in arte VILLA, scrive canta e balla canzoni. Già in tenera età sviluppa interesse e una certa inclinazione per la musica, il teatro e lo spettacolo. Coltiva queste passioni frequentando vari corsi di musica, teatro, ballo e recitazione ma in particolare si focalizza sul canto. Parallelamente, già dagli anni del liceo, muove i suoi primi passi nel panorama musicale underground italiano come frontman di svariate formazioni indie, rock, pop e blues (come i The Buskers street band) con le quali si esibisce come buskers nelle principali piazze italiane collezionando centinaia di spettacoli. Ma arriva il punto in cui questo non gli basta più: decide così di abbandonare il “posto fisso” per giocare la sua più grande sfida: dedicarsi completamente ed esclusivamente alla sua più grande passione, la musica. Inizia così un processo creativo del tutto inedito: nel 2023 con la collaborazione del cantautore Mano Manita (coautore delle musiche) e del produttore Fabio Grande (Lil Kvneki, Colombre, Galeffi, Maria Antonietta, ecc.), esordisce con il suo primo progetto discografico, pubblicando alcuni singoli e esibendosi nei primi live sperimentando diverse formazioni (band, duo, trio con violino). La fame di sentirsi vivo nelle sue canzoni, sul palco e con il suo pubblico è palpabile e contagiosa.

Ciao VILLA, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci un po’ di te, qualcosa di divertente e stravagante magari accaduto in qualche live!
Ciao!
io ho suonato tanto per strada e di cose bizzarre ne sono successe parecchie… una volta eravamo a Lucca, suonavamo per strada… sono arrivati i vigili e mi sono rifugiato in un bar per non essere multato. Mi hanno nascosto dietro il bancone 😉
Ma ne sono successi molti episodi bizzarri o particolari… non si possono raccontare tutti 🙂
Alla prossima intervista ve ne racconto un altro.
Come prendono forma le tue canzoni? C’è un momento della giornata o un luogo in particolare che prediligi per scrivere?
A volte mi piace pensare che le canzoni siano come delle manifestazioni, ecco queste manifestazioni non hanno una “casa” o un orario preciso… arrivano e bisogna essere soltanto pronti ad accoglierle e accudirle piano piano.
Sicuramente la notte è il momento della giornata più fertile.
Ma ho scritto canzoni anche durante il giorno, sul treno, al lago, sul letto di camera mia.
Quanto ha influito il tuo luogo di origine nella tua scrittura e nella tua arte?
Io sono cresciuto in provincia e penso che abbia influito parecchio.
In certi ambienti, le arti, vengono un po’ soffocate da un’ideologia che punta il fuoco su attività più “pratiche” o di svago.
Per questo quando si esce dalla provincia, si scopre un mondo molto più articolato, più interessante, più vario e penso si abbia ancora più voglia e fame di scoprirlo e di farsi scoprire.
Quanto ti senti parte dell’attuale panorama musicale di tendenza? C’è un momento storico preciso in cui avresti voluto vivere? Quale e perché?
Tendenza… non saprei… Non amo definire la mia musica, ma se dovessi dare un aggettivo direi Happy-Pop-Cantautorale.
Sono sicuramente affezionato alla tradizione della CANZONE italiana, dalla musica popolare ai grandi cantautori.
Ma mi piace molto anche scoprire quello che ci dicono le canzoni oggi.
Se potessi rivivere un periodo musicale probabilmente sceglierei la Grecia antica, mi affascina il periodo e la figura dei cantori. Se la macchina del tempo non mi permette di andare così indietro, scelgo gli anni 70, qui in Italia, per scrivere canzoni con i nostri cantautori.
Parliamo ora del tuo nuovo singolo “Waterloo”, Il brano affronta il tema delle circostanze e di come influenzano le nostre vite. Puoi approfondire questa riflessione?
Penso che nella vita ci siano momenti in cui si è più predisposti di altri ad accogliere delle variabili che possono cambiare la nostra vita, farci uscire dalla tanto famosa zona di comfort.
Siano queste variabili relazionali, lavorative, sociali.
In questi casi bisogna cercare comunque di adottare una “strategia” per non farsi travolgere dalla situazione e per provare a trarre il meglio da queste situazioni.
Il singolo è prodotto da Fabio Grande, noto per il suo lavoro con diversi artisti. Com’è stata la collaborazione con lui?
Il progetto Villa e il Villanesimo, nonostante abbiano radici molto più antiche, iniziano a prendere forma grazie ad un’altra circostanza, quella dell’incontro con Mano Manita, il quale mi ha aiutato a dare forma alle mie idee. Su consiglio e grazie ad un mio caro amico (Daniele) abbiamo contattato Fabio.
Con lui abbiamo prodotto 9 canzoni, le prime 4 uscite nel 2023 e ora Waterloo.
Sono molto soddisfatto del lavoro svolto con Fabio perché sono assolutamente convinto che sia riuscito a dare un valore aggiunto alle mie idee esaltando le mie canzoni senza snaturarle.
Stai già lavorando a nuovi brani da proporre in futuro? Qualche anticipazione e prossimi live?
Il Villanesimo non si ferma mai!
Presto usciranno altre canzoni, sempre prodotte da Fabio che andranno chiudere questo primo cerchio.
E poi sì, i live anche non si fermano, trovate tutto sulla pagina Instagram.
Il bello deve ancora venire!
VILLA, siamo arrivati ai saluti, ma il finale spetta a te. Saluta i nostri lettori con una frase per te importante! Ti ringrazio per essere stato con noi e a presto!!!
Grazie a voi! è stato un piacere!
Invito tutti a seguire Villa e il Villanesimo, a non avere paura di intraprendere il proprio viaggio interrail dove le tappe sono le nostre emozioni, alla ricerca dei nostri sogni.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.