Reventlove nasce ufficialmente il 1 Gennaio 2023 come progetto artistico indipendente di Donato Federico Auricchio, che ne realizza e cura tutti gli aspetti, in particolare musica, testi e artwork.
Donato Federico Auricchio si forma artisticamente a Caserta, sua città d’origine, muovendo i primi passi all’interno della scena underground che caratterizza la provincia campana nel periodo 2007-2011. Le esperienze con band di stampo grunge (Anaemyha), stoner (Foxhole), post-punk (The Colony) e l’ingresso nei Notagitana – band patchanka di Reggio Emilia – nel 2012, contribuiscono a plasmare un approccio alla musica diretto, agnostico rispetto ai generi e caratterizzato da una certa tendenza verso sperimentazione e sonorità di nicchia. Tutto ciò porta alla nascita di Reventlove.

Reventlove benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci di te: nella vita di tutti i giorni, oltre a scrivere e cantare canzoni, qual è la cosa che più ti fa sentire un artista?
Realizzare illustrazioni digitali in vettoriale (non a caso, ogni brano del disco è rappresentato da una di queste). O cucinare.
Parlaci del tuo nuovo progetto. Il titolo “Open Space” ha un duplice significato, che richiama sia lo spazio profondo che uno spazio abitativo. Come hai scelto questo nome e come si connette ai temi principali del disco?
I brani del disco affrontano temi spesso legati ai concetti di crescita, definizione della propria identità e senso di appartenenza. “Open Space” si riferisce per l’appunto uno spazio aperto, ampio e mutevole ma al quale senti, al tempo stesso, di appartenere.
Quale è la più grande paura di Reventlove?
Il tempo, la sua mancanza.
Hai menzionato un approccio Do It Yourself nella creazione del progetto. Quanto è stato importante per te mantenere il controllo creativo su ogni aspetto dell’album, dalla musica alla produzione?
L’approccio do it yourself è stato parte integrante dei progetti musicali che mi hanno coinvolto, da sempre. Lo è stato quando ero alle prime armi e frequentavo la scena underground casertana e lo è stato successivamente, quando ho iniziato a muovermi nel contesto musicale emiliano. Reventlove è il mio primo progetto davvero “personale” all’interno del quale ho cercato di condensare ciò che più mi rappresenta da svariati punti di vista. Come avrei potuto farlo senza mantenere il controllo creativo?
Cosa non può mai mancare nelle tue canzoni e cosa ti fa capire che un pezzo è veramente maturo?
Nelle mie canzoni non può mancare una parte, anche marginale, di chitarra. Possibilmente con un po’ di delay. Non saprei dire fino a che punto ritengo i miei brani maturi o se l’abbia mai fatto. Decido che un brano vale qualcosa (almeno per me) solo dopo averlo ascoltato e riascoltato svariate decine di volte. Se non mi stufa, allora qualcosa vale.
Ora giochiamo: prova ad attribuire un colore alla tua musica!
HEX #ADEFFE, è un azzurrino. Questo codice esadecimale richiama le mie iniziali (A D eFfe)
Reventlove, ti ringrazio per la chiacchierata. Ora puoi salutare i lettori come preferisci: spazio alla fantasia!!! A presto!!!!
Grazie infinite a Rifugio Musicale per quest’intervista. Vorrei salutare i lettori con una domanda: Are you ready for the Open Space?

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