Federico Fabi, cantautore romano, ha iniziato il suo percorso musicale per caso, senza mai averlo pianificato. Nel dicembre 2017 pubblica il suo EP d’esordio “Io e me x sempre”, scritto e autoprodotto in una cantina a Spinaceto. L’album ottiene grande successo online, superando il mezzo milione di ascolti, e lo porta a esibirsi nei principali live club di Roma e in tour per l’Italia. Nel 2021 esce il secondo album “C’eravamo quasi”, prodotto da Matteo Domenichelli e Jesse Germanò, con il supporto di Asian Fake e Sony Music. Dopo la fine del rapporto con Asian Fake, Fabi torna indipendente, finanziando da solo il suo album del 2023, “Liquirizia”, uscito con Ada Music.

Federico Fabi, benvenuto su Rifugio Musicale! Raccontaci qualcosa di te di stravagante, un aneddoto o un’abitudine particolare che ti contraddistingue.

Scegliete voi: faccio un bagno caldo ogni giorno della mia vita appena mi sveglio. Impazzisco per i Kinder Delice, la Vodka e le donne. Tratto come una creatura la mia macchina d’epoca. Mi sento nudo se non indosso un orologio etc etc.

Quali sono le tematiche principali affrontate nel nuovo singolo “Tutto Passa” e cosa ha ispirato Federico Fabi a scrivere questa canzone?

Credo che il tema sia solo uno: il dolore. Quando l’ho scritta soffrivo di attacchi di panico e Tutto Passa è stato il mantra con cui li ho affrontati. 

Come si inserisce “Tutto Passa” nel percorso musicale di Fabi, considerando i suoi lavori precedenti come “Io e me x sempre” e “Liquirizia”?

Come una ballata arrangiata, ben costruita, pulita e precisa. È l’esatto opposto del 2017 quando ero grezzo e sporco, non che mi dispiaccia, nel senso che una cosa non esclude l’altra.

In che modo Federico Fabi spera che “Tutto Passa” possa essere una fonte di conforto per chi è spaventato dalla caducità delle cose?

È un concetto che va affrontato razionalmente: è matematica anzi fisica, va così da sempre, se la si prende nel verso giusto è consolatorio e dolce e tranquillo. 

Cosa rappresenta per Fabi l’autoproduzione e come questa filosofia influenza il suo approccio musicale e creativo?

L’autoproduzione è la libertà con tutti i rischi che ne comporta. Quando il prodotto è finito però sei nudo davanti all’ascoltatore, e chi lo apprezza lo apprezza e chi lo critica ti dà solo una mano a migliorare. 

Come descriverebbe Fabi il messaggio d’amore che cerca di trasmettere a Roma e ai suoi affetti con i suoi brani, e come questo si riflette in “Tutto Passa”?

Roma c’è sempre in ogni mia canzone: essere romani è un’attitudine e soprattutto in questa canzone: in altre parole ti spinge a oziare, a non correre, a stare tranquillo. 

Quali sono i prossimi progetti di Federico Fabi e come intende sviluppare il suo stile musicale in futuro?

Questa è una domanda che mi mette sempre difficoltà: forse oggi prenderò la chitarra e scriverò qualcosa o forse esco e mi ubriaco e quando tornerò a scrivere qualcosa o forse no. Non lo so, i progetti li faccio di ora in ora.

Per concludere, cosa vorresti che il pubblico ricordasse o portasse con sé ascoltando la tua musica?

Che al PalaLottomatica hanno mandato la gente sbagliata.