Mossa debutta nel cantautorato con il brano Sophie, una riflessione sul tempo, la mancanza e l’attesa. Il brano, che sarà disponibile in radio e sui digital store dal 15 novembre, ha già ottenuto visibilità come finalista al contest televisivo “Io canto per…” su Cusano TV. Mossa ha anche presentato Sophie durante eventi estivi a Roma e nei suoi dintorni. Il giovane cantautore di Monterotondo descrive il brano come un pezzo della sua vita, simbolizzato dalla clessidra che rappresenta il flusso del tempo. La canzone è scritta e composta da Mossa, con arrangiamenti di Marco Nicolai e supervisione vocale di Alex Parravano. Sophie è il primo passo di un progetto artistico più ampio che Mossa svilupperà nei prossimi mesi.

Mossa, benvenuto sulle pagine di Rifugio Musicale! Rompiamo subito il ghiaccio con un tuo ricordo: racconta ai lettori un episodio imbarazzante accaduto durante la tua carriera artistica!
Allora, sicuramente se mi chiedi di parlarti di un episodio imbarazzante, mi torna subito in mente la figuraccia fatta in una puntata di un programma, a cui ho partecipato, condotto da Gio Di Sarno.
Quel giorno lì, decisi di portare una clessidra in puntata perché avevo la necessità, per sentirmi ancora piú in sintonia con il brano, di ricordare il momento in cui lo scrissi. Ecco che li successe il patatrak: in diretta televisiva, poggiando la clessidra, questa mi cadde a terra.. ed é così che iniziai la mia esibizione, col botto.. Poi sicuramente da casa si saranno fatti una risata, però essendo per me, la prima volta in un programma televisivo é stato abbastanza imbarazzante. Ma come si dice sempre: tutta esperienza..
C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico? Che tipo di rapporto hai con i social?
Personalmente anche se faccio parte della Generazione Z, non mi reputo un grande appassionato ma non sono mai stato neanche un grande sperimentatore.
Allo stesso tempo stimo chi riesce, ma a volte, mi sento davvero incapace in questo campo.
L’unico messaggio che provo e cerco di far trasparire sia dalle mie canzoni che dai miei social é che, sono me stesso, ciò che scrivo, lo scrivo per esigenza e mi riempie il cuore che qualcuno trovi un filo conduttore tra la sua e la mia vita.
Parlaci ora del tuo singolo d’esordio “Sophie”: tutto ciò che c’è da sapere e quello che ancora non è stato
detto!
Sophie é il mio singolo d’esordio nel mondo musicale, é inevitabile che faccia parte di me.
Quando scrivo, cerco sempre di rammentare gli eventi successi che mi hanno scosso, che mi hanno fatto sentire parte di questo mondo nel bene e nel male.
E, con Sophie, é stato proprio così: una storia che ho avuto che ha portato via un pezzo di me ma mi ha lasciato questa canzone.
Il tema del tempo sembra centrale in “Sophie”. Come mai hai scelto la clessidra come simbolo per rappresentarlo? Cosa significa per te?
Sophie é un pezzo che ho scritto in un periodo in cui mi ero allontanato dalla musica e dalla scrittura.
Ricordo proprio che, mentre ero al pianoforte, davanti a me avevo questa clessidra e pensavo alle sue due
dimensioni: le due dimensioni di un rapporto e la dicotomia tra illusione e realtá.
Questo, non ha fatto altro che ricordarmi delle diverse prospettive che ci sono, nel comprendere ciò che abbiamo di fronte.
Sophie è un brano che guarda al passato ma vive il presente, che invita l’ascoltatore a lasciare andare ciò che non fa piú parte della propria strada, tenendo sempre a mente che, la vita, in se per se, é imprevedibile e va vissuta con la sua leggerezza.
Sophie è solo l’inizio di un progetto più ampio. Puoi darci qualche anticipazione su cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi?
Non vorrei spoilerare nulla ma, posso dire che ho tanta musica da farvi ascoltare.
L’anno passato l’ho trascorso solamente a scrivere e a fare ordine, spero che ciò che ascolterete sarà all’altezza delle aspettative.
Per ora godetevi Sophie, e vestitela come meglio credete.
Se fosse possibile e avessi a disposizione una macchina del tempo, torneresti nel passato o precipiteresti nel futuro?
Credo che rimarrei qui dove sono. Il passato mi ha insegnato tanto e non sarei quello che sono oggi senza di esso.
Per quanto riguarda il futuro, credo che la bellezza di vivere stia nell’aspettativa che abbiamo di quest’ultimo.
A volte, é anche la paura del futuro che ci fa sentire vivi e la speranza di poterne cambiare il corso rimane impagabile.
Mossa, ti ringrazio per questa piacevole chiacchierata. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! A presto!
Sono una persona che preferisce il silenzio alle parole, non racconto molto delle storie delle mie canzoni perché preferisco che chi le ascolta, non pensi a ciò a cui mi riferisco ma pensi a ciò che gli ricordi. Detto questo, un grazie e un saluto a tutti gli amici di Rifugio Musicale.
Vorrei chiudere l’intervista con una frase dedicata a chi mi ascolta: Tutto ciò non si dimentica!

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