alessandro fiore è un collettivo di musica italiana nato a Fasano (BR) all’inizio del 2024 e attivo sul territorio pugliese, al momento ne fanno parte Francesco Petitti (basso, sintetizzatori), Manuela Palmisano (voce, chitarre, sintetizzatori, pianoforte), Giancarlo Latartara (batteria) e Alessandro De Blasio (voce, chitarre, sintetizzatori, pianoforte).

  1. Il vostro nome richiama un’identità unica e personale: come mai avete scelto di chiamarvi “alessandro fiore” invece di un nome più tradizionalmente collettivo?

A dire la verità non è un nome casuale anche se inizialmente è nato un po’ per gioco. Ma, mentre costruivamo le canzoni ci siamo accorti che ci piaceva l’idea che ci fosse quasi una sorta di “regista” delle storie che volevamo raccontare, quasi come se noi fossimo solo il mezzo di comunicazione.

  1. Il vostro singolo d’esordio “Sei l’America quando chiudo gli occhi” fonde cantautorato italiano anni ‘70 con atmosfere psichedeliche internazionali. Quali artisti hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Durante il processo compositivo non ci siamo dati reference, abbiamo seguito il flow e soprattutto ciò che volevamo comunicare attraverso ogni canzone. Chiaramente, ognuno di noi ha il suo background e i suoi ascolti personali, siamo grandi fan di artisti come Battisti e Dalla ma non solo. Penso a bravissime cantautrici e cantautori contemporanei tipo Carmen Consoli o Colapesce. Allo stesso modo anche gli artisti internazionali ci influenzano come ad esempio: Tame Impala, Metronomy o i Men I Trust solo per citarne alcuni.

  1. Nel vostro brano sembra esserci una forte tensione tra passato e futuro, tra radici e innovazione. Qual è il messaggio principale che volete trasmettere con la vostra musica?

Il bello di raccontare delle storie, attraverso la musica e nei video, come nel nostro caso, sta proprio nella possibilità che queste siano interpretate in tanti modi diversi, senza limiti. Quindi se proprio dovessimo individuare un messaggio sarebbe bello che passasse il fatto che nella comunicazione non ci sono regole rigide, che la libertà di espressione, e quindi di interpretazione, sono aspetti essenziali nell’arte così come nella vita.

  1. Siete un collettivo nato in Puglia, una regione con una forte identità musicale. In che modo il territorio ha influenzato il vostro percorso artistico e la vostra estetica sonora?

La nostra regione e il concetto di provincia permeano tutto questo primo lavoro, non possiamo dire troppo ancora, ma la Puglia gioca un ruolo fondamentale, così come lo è l’essere cresciuti in provincia idealizzando il mito della grande città affascinante perché distante.

  1. Cosa possiamo aspettarci dal futuro di alessandro fiore? Avete in programma un album, live tour o nuove collaborazioni?

“sei l’america quando chiudo gli occhi” è il primo capitolo di una storia che sveleremo passo dopo passo e non vediamo l’ora di rivelarla e raccontarla