Ascolto Solo 3 min dei Negramaro, e mi ritrovo a pensare a quanto possa bastare davvero poco per accendere una scintilla. Solo tre minuti. Un soffio.

In un’epoca fatta di connessioni digitali, scroll compulsivi e messaggi lasciati in sospeso, anche una semplice chiacchierata fugace, magari su una passione condivisa, può innescare un turbine di sensazioni. Un piccolo istante, e qualcosa dentro si muove.

Solo tre minuti per parlarti di me.

Dopo tante cadute, delusioni, esperienze che lasciano tracce come graffi su un vetro, viene naturale, quasi istintivo, mostrar da subito le proprie fragilità. Come se volessi mettere l’altra persona in sicurezza prima ancora che si spicchi il volo, come se stessi offrendo un’imbracatura per affrontare le turbolenze che inevitabilmente arriveranno. Ma è giusto?

È giusto aprirsi così in fretta, spogliarsi delle armature, raccontare senza filtri ciò che si è davvero?

O bisogna, come molti fanno, mostrarsi perfetto, costruito, levigato? Un eroe dai tratti nitidi, scolpiti ad arte…anche se poi, cammin facendo, quelle maschere si sgretolano sotto il peso della realtà?

Mi domando se, all’inizio, si debba davvero colpire l’altro esibendo solo le parti migliori. Ma io non voglio impressionare, voglio incontrare.

E allora sì, si sente sempre più forte questa urgenza: ho solo tre minuti per parlarti di me.

Tre minuti in cui convivono la voglia disperata di un viaggio limpido e la consapevolezza che, per quanto tu ci provi, le sorprese non le potrai mai eliminare.

A volte chi ci sta davanti indossa una veste che non le appartiene, recita una parte che non ha mai vissuto. Ma non per mentire, ma per proteggersi. E allora l’alchimia sembra nascere spontanea, ma tutto il resto è un gioco d’equilibrio sottile, un numero acrobatico sul filo di un rasoio.

Non esiste una regola.

Non esiste un copione.

C’è solo l’istinto.

C’è solo quella voce interna che, in un preciso istante, ti dice cosa dire, cosa dare, cosa tenere. Se in quei tre minuti hai deciso di raccontare tutto, luci e ombre, allora era quello il tuo modo autentico di esserci. E forse sì: mostrarsi da subito è un rischio enorme.

Ma se l’altro, nonostante tutto, resta… allora forse è la persona giusta. O almeno, lo è sulla carta. Perché in tre minuti, a volte, non succede nulla. Ma in altre… succede tutto.

E quei tre minuti, a volte, possono cambiarti la vita.