Nato a Torino, MOL è un progetto di musica elettronica che mette al centro sperimentazione, energia e libertà espressiva. Con il nuovo singolo “Contro Corrente”, pubblicato da Garage Noise Label, elettronica contemporanea e contaminazioni afro house diventano il terreno per raccontare identità, autenticità e il coraggio di scegliere la propria strada, senza lasciarsi definire da mode, algoritmi o aspettative. Da qui parte la nostra conversazione con MOL: dal significato più personale del brano fino al rapporto tra creatività, tecnologia e intelligenza artificiale.

“Contro Corrente” parla di libertà e identità: quanto c’è di personale in questo brano?C’è molto di personale. “Contro Corrente” parla di libertà, ma soprattutto della possibilità di scegliere chi vuoi essere senza sentirti obbligato a seguire un percorso già scritto. MOL nasce anche da questo. Dal desiderio di rimettersi in gioco, iniziare qualcosa di nuovo e confrontarsi con un mondo musicale che nel frattempo è completamente cambiato. In questo senso “Contro Corrente” non è soltanto il titolo di un brano: rappresenta abbastanza bene anche il modo in cui sto vivendo questo progetto.

Cosa significa per te, oggi, andare davvero contro corrente?
Per me oggi andare contro corrente significa soprattutto avere il coraggio di fare qualcosa perché ti rappresenta, anche quando non è necessariamente quello che ci si aspetta da te. Siamo continuamente circondati da mode, numeri, algoritmi e giudizi. Andare contro corrente non significa rifiutare tutto questo per principio, ma riuscire a utilizzarlo senza diventarne prigionieri. Significa poter dire: questa è la mia strada e voglio provare a percorrerla a modo mio.

Nel pezzo mescoli elettronica e afro house: come sei arrivato a questo sound?
Non sono partito dicendo “voglio fare un pezzo afro house”. Sono partito dal brano e da quello che volevo trasmettere. Durante la produzione ho provato diverse soluzioni fino a quando quelle sonorità e quel tipo di groove hanno iniziato a dare alle parole l’energia che cercavo. È anche il modo in cui lavoro normalmente: uso Logic Pro, strumenti digitali, sperimentazione e anche l’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo. Mi interessa utilizzare la tecnologia per esplorare possibilità che magari qualche anno fa non avrei neanche avuto a disposizione. Per me l’AI è un nuovo strumento, non il punto di arrivo: la direzione, le scelte e l’identità devono comunque arrivare da chi sta creando.

Quanto è difficile per un artista emergente mantenere una propria identità senza inseguire quello che funziona sui social o sulle piattaforme?
Credo sia una delle cose più difficili. Oggi sai praticamente in tempo reale cosa funziona, cosa viene ascoltato e cosa viene premiato dagli algoritmi. La tentazione di inseguirlo è inevitabile. Io però sto cercando di costruire MOL esattamente al contrario: guardare quello che succede senza sentirmi obbligato a copiarlo. Anche perché non voglio che MOL venga identificato con un solo genere. Voglio poter passare dall’elettronica a contaminazioni diverse mantenendo qualcosa che faccia comunque riconoscere il progetto. Preferisco rischiare qualche volta di sbagliare piuttosto che fare musica soltanto perché in quel momento “funziona”.

Se dovessi descrivere il progetto MOL a chi non ti ha mai ascoltato con tre parole, quali sceglieresti?

Curiosità, energia, libertà.

Curiosità perché MOL nasce dalla voglia continua di sperimentare, anche con tecnologie e strumenti nuovi. Energia perché, indipendentemente dal genere, voglio che la musica abbia sempre qualcosa che ti muova. Libertà perché è probabilmente la parola che rappresenta meglio tutto il progetto: libertà di cambiare, provare, sbagliare e ricominciare senza dover rientrare per forza in una definizione.

Dopo “Contro Corrente”, in che direzione vuoi portare MOL? Cosa dobbiamo aspettarci?
Non voglio che dopo “Contro Corrente” arrivi semplicemente un’altra “Contro Corrente”. Sarebbe quasi una contraddizione rispetto a quello che sto cercando di costruire. Voglio portare MOL verso una ricerca sempre maggiore, sperimentando nuovi suoni e contaminazioni e continuando a mettere insieme il lato umano della creatività con le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Anche l’intelligenza artificiale farà parte di questa evoluzione, insieme agli strumenti di produzione tradizionali e digitali. Quello che vorrei non cambiasse mai è l’identità: ogni nuovo pezzo deve poter sorprendere, ma alla fine deve avere qualcosa che faccia dire “questo è MOL”.

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