SOPRAVÈNTO, il festival che unisce la musica e il mare, presenta la sigla della 3ª edizione scritta appositamente da Colapesce, Dimartino e Nicolò Carnesi.
La sigla è accompagnata da un’animazione d’autore e dal taglio poetico, realizzata a mano libera dall’artista umbra Giada Fuccelli, sviluppata grazie alla collaborazione con Animaphix Festival.
La breve canzone è nata lo scorso maggio, durante la 2ª edizione del festival, ed è stata rifinita e registrata da Nicolò Carnesi nel corso dell’inverno. È dedicata alla barca, simbolo del festival, protagonista della tradizionale processione che, a ogni edizione, dal Faro del porto di Fano (Pesaro e Urbino) conduce fino all’Ex Chiesa di San Francesco – suggestivo spazio dei concerti serali – segnando il rito di apertura e, a percorso inverso, di chiusura della manifestazione.
Proprio nell’Ex Chiesa di San Francesco si svolgeranno le principali serate live, con una line up che attraversa alcune delle voci più interessanti della scena contemporanea italiana e internazionale, tra cantautorato, sperimentazione e nuove traiettorie sonore, confermando SOPRAVÈNTO come spazio di incontro tra ricerca artistica e grande musica dal vivo.
Sono disponibili in prevendita gli ultimi biglietti per le serate con main artist TARTA RELENA, acquistabili al seguente link: https://tinyurl.com/TicketSopravento2026.
15 MAGGIO 2026 SOLD OUT
20:30 – Opening: Marta Del Grandi
21:15 – Main artist: Dimartino
16 MAGGIO 2026 ULTIMI BIGLIETTI DISPONIBILI
20:30 – Opening: Marco Giudici
21:15 – Main artist: Tarta Relena
17 MAGGIO 2026 SOLD OUT
20:30 – Opening: Gaia Banfi
21:15 – Main artist: Alberto Ferrari (Verdena)
Il 17 maggio alle ore 06.00, presso Spiaggia Sassonia / Largo Rastatt a Fano, il Solo show all’alba di Brunori Sas (ingresso libero).
Il festival offre uno scorcio sulla storia del luogo che lo ospita, raccontandone le tradizioni e proponendo uno sguardo dinamico sulle bellezze del territorio fanese. A valorizzare il legame con il passato, è il ritrovamento dei resti della Basilica di Vitruvio, scoperti a soli 100 metri dal luogo in cui prende vita Sopravènto, nel cuore della Città di Vitruvio.
Dimartino: «È il nostro terzo anno come direttori artistici. Il primo è stato di scoperta: siamo rimasti colpiti dalla location e abbiamo iniziato ad ambientarci. Il secondo, invece, lo abbiamo vissuto pienamente, fino all’alba sul mare, lasciandoci con un senso di nostalgia.
Quest’anno, alla luce del programma e del forte interesse del pubblico — tra richieste su come raggiungere Fano, acquistare i biglietti e accedere a un festival quasi sold out — è evidente che Sopravènto stia diventando una realtà di rilievo nazionale. Riceviamo continuamente messaggi da
chi desidera partecipare o esibirsi: essere qui, al terzo anno e in queste condizioni, è motivo di grande orgoglio.
Il progetto nasce anche dal nostro legame con il mare: portare una parte della nostra identità in questo contesto è per noi particolarmente significativo. Fondamentale è stato ed è il confronto
con Mattia Priori (Rebel House), con cui abbiamo selezionato gli artisti e costruito questa terza edizione, ricca ma coerente con lo spirito originario del festival.
Al centro resta il dialogo tra canzone e mare, insieme all’idea di una performance acustica, essenziale. Negli anni passati abbiamo avuto momenti significativi, come l’esibizione de La Niña o quella di Filippo Graziani. Quest’anno il programma prosegue in questa direzione con artisti come Alberto Ferrari dei Verdena e Brunori Sas, entrambi in set chitarra e voce, incluso un concerto all’alba.
In programma anche il duo catalano Tarta Relena, realtà già affermata a livello internazionale ma ancora poco presente in Italia, insieme a nomi come Marta Del Grandi e Gaia Banfi, espressione di una scena emergente in forte crescita.
Il festival mantiene così una forte identità, legata alla dimensione acustica e alla centralità della canzone nella sua forma più essenziale, una proposta ancora rara nel panorama italiano. Questa terza edizione si apre quindi con grande entusiasmo e aspettative condivise, sia da parte del pubblico sia dell’organizzazione.»
COLAPESCE – Direttore Artistico
«La line up di quest’anno riflette un’identità ormai definita del festival, costruita anche in relazione allo spazio, elemento determinante per l’ascolto e la fruizione musicale. Come sottolinea David
Byrne in “Come funziona la musica”, il contesto influenza profondamente la musica stessa: da questa consapevolezza nasce la scelta di privilegiare una dimensione intima, che il luogo di San
Francesco richiama naturalmente.
Sopravènto si distingue così per un’impostazione orientata a un ascolto attento, raccolto e prevalentemente acustico. In questa direzione si inseriscono scelte significative, come il concerto
chitarra e voce di Alberto Ferrari, per la prima volta in carriera, o quello all’alba di Brunori Sas, anch’esso in una veste essenziale. La presenza delle Tarta Relena conferma ulteriormente questa linea, così come quella degli artisti in apertura, selezionati con cura e pienamente coerenti con il progetto, tra cui Marco Giudici e Gaia Banfi. Anche Dimartino, tra le migliori penne del cantautorato italiano, sarà protagonista di un set inedito e minimale. Il festival ha, ormai, una propria identità, che continua quindi a sviluppare, con
l’obiettivo di valorizzare anche altri spazi della città e rafforzare il legame con il territorio.
A contribuire a questa riconoscibilità c’è anche la sigla originale del festival, realizzata con Dimartino e Nicolò Carnesi, presenza ormai abituale. Accanto alla proposta artistica, resta centrale una dimensione intima, familiare e conviviale, resa possibile anche grazie al lavoro di Mattia (Mattia Priori – Rebel House, ndr), che è riuscito a creare questo clima di benessere. Noi verremo per tre giorni a lavorare, ma principalmente a stare insieme, a condividere delle idee, e credo che questa genuinità ci abbia ripagato.
La risposta del pubblico è stata molto positiva: i biglietti sono andati quasi esauriti in poche ore, segnale di un interesse crescente. Si è creata attesa anche attorno agli artisti in apertura, a conferma di un modello che privilegia esperienze raccolte e partecipate, in contrasto con i grandi festival. Una direzione che si intende mantenere, preservando il carattere distintivo e l’atmosfera del progetto.»

